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Home RUBRICHE Interviste di Dio

Le interviste di Dio – Renato Cortese

19 Maggio 2013
in Interviste di Dio, RUBRICHE
Tempo di lettura: 7 minuti
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interviste di dio

interviste di dio

Peccatore – Ma…ha chiamato proprio me?

Dio – Si, si. Perché?

Peccatore – No, niente, mi fa un certo effetto essere convocato…di solito accade il contrario

Dio – Eh, si, caro il mio investigatore, Renato Cortese, ma converrai che questa è una convocazione un po’ particolare…

Peccatore – Certo, certo…anzi, in verità…

Dio – Non preoccuparti, non sei morto, voglio solo fare due chiacchiere e poi torni a lavorare giù, nel tuo inferno personale

Peccatore – Beh, sa, Lei capisce certamente…

Dio – Beh, direi…

Peccatore – No, dicevo, con la morte o almeno con l’idea della morte ho un conto aperto da anni, col mestiere che faccio…

Dio – Sisi, come no, mi diverte guardarti da quassù in questa sorta di gigantesco “nascondino” nel quale tu, devo dire, sei bravissimo…certo non è facile, lo ammetto…

Peccatore – Eh si, ora ho appena lasciato Reggio Calabria…

Dio – Alt! Non cominciamo con le rimostranze sindacali! Qui è un altro mondo, un’altra sfera e, soprattutto…io sò io…

Peccatore – …si…e voi nun siete ‘n cazzo, come disse Onofrio del Grillo, il Marchese del Grillo, per intenderci…

Dio – Beh, lo hai detto tu…e comunque la frase era di Gioacchino Belli, poi ripresa da Alberto Sordi…così, per essere precisi…dicevo…che le vostre dinamiche terrene sono e restano vostre e spesso meschine. Quindi se hai da lagnarti per qualcosa non è questa la sede…

Peccatore – No, assolutamente, solo che a Reggio sono stato tanto tempo, ho lavorato bene e, soprattutto, ho creato un gruppo di lavoro dal quale andar via mi è pesato tanto…

Dio – Beh, comunque risultati ne hai portati a casa…

Peccatore – Si, avoglia…solo che, per come sono fatto io, avrei voluto fare di più, molto di più…

Dio – E allora ti sei ubriacato….ma veramente pensi che in Calabria, a Reggio Calabria, sia possibile incidere in maniera più pesante di quella – assai incisiva – che hai praticato tu?

Peccatore – In effetti, però…

Dio – Nono, lasciami finire…

Peccatore – Prego, prego, ci mancherebbe…

Dio – Tu lo immagini, io da quassù vedo tutto, dall’alto – e non è solo un punto di vista logistico – e posso dirti che Reggio, nei decenni, ha sviluppato, sul piano del malaffare, un meccanismo quasi perfetto. Se non fosse criminale ci sarebbe da complimentarsi

Peccatore – Me ne sono reso conto, ma noi, lo Stato…

Dio – Ahahahah, lo Stato….ma quale Stato, di quale parli? Di quello fatto da servitori che fanno sacrifici e magari si fanno ammazzare o di quello fatto dai loro colleghi, spesso compagni di stanza, che ogni giorno li vendono? Dai, Cortese, suvvia, sei troppo esperto e intelligente per non aver capito tutto. A Reggio, dicevo, nei decenni si è creato un grumo di potere che – bada bene – entra ed esce da Reggio e che, trasversalmente prende, abbraccia, avviluppa tutti i settori, almeno tutti quelli che rappresentano la classe dirigente. Non se ne salva nessuno. Certo, c’è la ‘ndrangheta, quella delle cosche, ma questa la conosci e la combatti bene perché, tutto sommato, è un nemico visibile, individuabile. E come ti metti con l’imprenditoria, le professioni, la politica, pezzi della magistratura e della Istituzioni, la stampa, financo con la Chiesa, guarda un po’…

Peccatore – ..co-co-cosa?

Dio – Sisi, anche loro, guarda, imparerai che io non faccio sconti a nessuno…oppure li faccio a tutti, secondo come mi gira…ma certo non in funzione delle casacche…dicevo…e continui a interrompermi…

Peccatore – Nono, mi scusi, è solo che volevo sapere….

Dio – Ancoraaaaaa!!!! Qui le domande le faccio io!

Peccatore – Certo, mi scusi, deformazione professionale…

Dio – Dicevo…che questo grumo di potere è praticamente blindato perché, spesso attraverso circoli di tipo massonico, non importa se più o meno ufficiali, non c’è settore nel quale non riesca ad arrivare…e in tutto ciò le cosche, pur potentissime, sono solo un anello, neppure il più forte, della catena. Questo sistema, nei decenni, è riuscito a creare una sorta di enclave, una specie di “nazionale” che pesca, come detto in tutti i settori e, capirai bene, che per quanto possa arrivare, ogni tanto, un gruppo di investigatori eccellenti, riesce, al massimo, a togliere la polvere al sistema. Certo. Meglio, molto meglio di niente, del niente che per anni si è visto, però, la polvere ci mette un attimo a riformarsi…

Peccatore – Si, certo, ma anche su scala nazionale non mi pare che si registri una volontà seria di affrontare il caso-Reggio Calabria che, ormai, con l’espansione territoriale della ‘ndrangheta, è diventato un caso internazionale, appunto…

Dio – E pensaci bene! Nel momento in cui, in un modo o nell’altro, si è creata una discarica, al di là delle belle parole, questa fa comodo a tutti…ci si buttano dentro tutte le schifezze e via…nel frattempo magari se ne parla male, si dice che è une vergogna e bla bla bla…ma intanto la monnezza và là…

Peccatore – Non capisco…

Dio – Fuor di metafora: Reggio, la ‘ndrangheta, i capitali sporchi, l’economia drogata, va comodo a tutti. Fa comodo sul territorio, un territorio, quello reggino, che senza l’immissione continua di capitali sporchi nel circuito oggi vivrebbe una fame disperata e, ancor di più, fa comodo lontano dalla Calabria. Pensa solo a quanto accade a Milano, in Lombardia, a quante imprese pulite di stimati signorotti “lumbard”, di quelli che trainano l’economia del Paese, di quelli da prendere ad esempio, per capirci, trovano comodissimo prima “prendersi certi passaggi” e poi condannare indignati certe infiltrazioni. E vogliamo parlare di certe amministrazioni del Nord? Da un lato a sbandierare la loro purezza e dall’altro, contemporaneamente, a scendere a patti con la ‘ndrangheta, perché i voti fanno comodo, eccome se fanno comodo…

Peccatore – Beh, però ora si fanno numerose le inchieste…

Dio – Numeroseeee???? Certo, se il termine di paragone è zero hai ragione tu, ma ti garantisco che nemmeno la punta della punta dell’iceberg è stata scoperchiata perché, in buona sostanza, tutto è rimesso alla buona volontà del singolo magistrato, del singolo investigatore o, se va bene, ad un mini-pool. Io non ho mai visto un manipolo di uomini abbattere un sistema e, fidati, un po’ di esperienza ce l’ho…

Peccatore – Ma allora, così facendo, quello che facciamo è tutto inutile! E parlo di me, di altri miei colleghi che si sacrificano e rischiano la vita ogni giorno, ma anche di semplici cittadini che, Le assicuro, a milioni fanno il loro dovere tutto il giorno, tutti i giorni…

Dio – Guarda, Renato – che nome simpatico che hai, c’era anche una canzoncina di Mina: “Renato, Renato, Renato, ti voglio bene e non l’hai capito…”, un ritmo straordinario…

Peccatore – Ah, lei si interessa anche di musica?

Dio – Se non ti dispiace io mio interesso di tutto, devo interessarmi di tutto, per contratto diciamo, e non vi dimenticate, voi umani, che se mi va in pappa il cervello qui si sbaracca tutti, eh….detto questo, certo, mi interesso anche di musica, ogni forma d’arte, di impegno, di esaltazione della dignità dell’uomo mi appaga, in qualche misura mi ci rivedo. E’ questa l’immagine e somiglianza che mi piace…

Peccatore – Comodo così, però….l’immagine e somiglianza vale anche per le meschinità e le nefandezze degli umani?

Dio – Non ti sembra di esagerare??? Però apprezzo la tua onestà intellettuale e ti rispondo: l’immagine e somiglianza, alla nascità è pressocchè perfetta. La genuinità, la sensibilità, la purezza dei bambini è il momento di partenza. Poi ciascuno di voi sceglie una strada e, in definitiva, sceglie di quanto allontanarsi da quell’emblema di altissima dignità dell’essere umano che è il momento che più si avvicina all’immagine e somiglianza di cui sopra. In quest’ottica, in un rimpallo continuo tra modo di essere e strada scelta e l’esatto opposto, nasce la via – e qui rispondo alla tua domanda di prima: inutile o no che sia, ciascuno, alla fine, fa ciò che sa fare per come lo sa fare. Se anche tu capissi che il tuo lavoro è completamente inutile, dopo un comprensibile scoramento, domattina ti alzeresti a faresti esattamente le stesse cose, perché quello sei e il tuo lavoro non è altro da te…è un prodotto della tua dignità di uomo. E questo vale per tutti. E se, ma questo riescono a farlo in pochi, un uomo riesce sempre e comunque a fare ciò che è suo dovere fare, ecco che ci siamo avvicinati molto alla sublimazione dell’etica, delle dignità stessa…

Peccatore – “un uomo fa ciò che è suo dovere fare, quali che siano…”

Dio – “…i pericoli, le pressioni e le conseguenze; è questa la base di tutta la moralità umana…”. L’hanno fatta propria in tanti, ma è di John Fitzgerald Kennedy e, modestamente, gliela suggerì il sottoscritto…

Peccatore – Ah si, ma veramente…???

Dio – E certo!!! O pensi che tra un disastro a Cuba, un discorso a Berlino a pochi metri dal neonato muro,la risoluzione della crisi dei missili (nella quale fu bravo, devo dirlo) ed uno stuolo di donne – spesso vestite, come Marilyn, solo di Chanel numero 5 – da…non deludere, diciamo così….potesse anche pensare alle frasi storiche??

Peccatore – Beh, comunque, che faccio, torno di sotto, ancora in trincea?

Dio – E certo che si! Che vuoi fare, come Schettino? Vuoi tornare a casa perché è buio? Torna subito a bordo, cazzo!

Peccatore – Certo, certo, vado, allora…

Dio – Ah, una sola cosa…

Peccatore – Si…

Dio – Ma non è che ti è rimasta qualche caciotta di quelle sequestrate nel bunker di Binnu ‘u tratturi…???

Peccatore- …ehm…prego???

Dio – Si, quando faceste irruzione nel casolare e prendeste Provenzano (dopo oltre 40 anni…come dite voi…ah si, fora jabbu…) c’erano caciotte, ricotte. Lo ricordo perfettamente, lessi i giornali…

Peccatore – Si, è vero…

Dio – Ecco, se me ne facessi avere una, te ne sarei riconoscente. Ecco, direi una preghiera per te…

Peccatore – Una preghiera? E rivolta a chi, se posso…

Dio – Ma a me medesimo, ovviamente, ma questi sono affari miei, se permetti…

Peccatore – Certo, certo, vado…

Dio – Eh , vai, vai e spegni sto sigaro…….che puzza….

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