
Dio – Nooo, non ci posso credereeee!
Peccatore – Prego?
Dio – Non ci posso credere! Sei venuto, sei proprio tu, Michele Musolino, Sindaco “rivoluzionario” di Reggio Calabria negli anni ’80…
Peccatore – Beh, mi ha mandato a chiamare….
Dio – Eh si, ma con la testa che ti ritrovi…comunque vieni, vieni, accomodati…
Peccatore – Mah, veramente non vorrei disturbare…
Dio – Ma daaaiiii, sei restato la persona d’altri tempi che mi piacque tanto…certo, però, che ne combinasti di casini, eh…???
Peccatore – Dice…??? In verità io volevo solo fare il Sindaco, il Primo Cittadino dei miei cittadini, appunto, altro che rivoluzionario, come dice Lei…
Dio – E a Reggio fare il Sindaco per i cittadini non ti pare rivoluzionario??? Suvvia, non giocare con me, ti scopro prima ancora che tu decida di farlo, è come rubare le caramelle ai bambini…
Peccatore – Si, in effetti è una lotta un tantinello impari…
Dio – Ecco, e allora non ti cimentare, come al tuo solito in imprese impossibili…come quella che ti eri messo in testa a Reggio…
Peccatore – Helenio Herrera diceva che per le cose impossibili ci vuole solo più tempo…
Dio – Appunto! E, come ben sai, proprio il tempo non ti fu lasciato; a Reggio ti venne levato il terreno da sotto i piedi, giorno dopo giorno…ma anche tu, però…
Peccatore – Cosa? Sbagliai? Non avrei dovuto…???
Dio – Nono, certo che avresti dovuto, ma i modi, così plateali, diretti…
Peccatore – Mi sembrava la cosa migliore…
Dio – Si, certo, come quando ti mettesti in testa che dovevi seguire, di notte, i camion della spazzatura per vedere cosa facevano e dove andavano…
Peccatore – Ma era mio dovere vigilare!
Dio – E intanto, con quella mossa, ti mettesti contro anche i netturbini, come se non bastassero i nemici che ti eri creato…
Peccatore –Non mi aspettavo una simile ostilità…
Dio – Ah no??? Sparigliasti tutte le carte della politica, parlasti a tutti i giornali nazionali del malaffare che regnava sovrano, rompesti col PSI accusando Craxi – che in quegli anni era una sorta di Padre Eterno, con rispetto (verso di me) parlando – di aver fatto degenerare il socialismo, attaccasti frontalmente la magistratura reggina dicendo che il palazzo più sporco della città non stava in piazza Italia ma in piazza castello, parlasti di “criminoso disegno delle Istituzioni”, dipingesti la DC come nemmeno io ho mai osato fare col diavolo…devo continuare??
Peccatore – Mah…
Dio – E dopo tutto ciò cosa ti aspettavi ? Un fazzoletto di seta in omaggio?
Peccatore – Aspetti, aspetti, di carne al fuoco ne ha messa tanta…
Dio – Veramente la mettesti tu…
Peccatore – Si, certo, dicevo…una cosa per volta, ad esempio la mia uscita dal PSI, dopo oltre 30 anni di militanza, nel 1984, fu una scelta dolorosissima: mio padre era stato segretario del partito a Reggio nel ’24, quando essere socialisti non era semplicissimo…
Dio – Eh, lo so bene, ma chiariamo una cosa: io apprezzai – e molto – tutto ciò che facesti, dico solo che, nel tuo interesse, nell’interesse della tenuta politica del tuo progetto, in qualche caso avresti potuto essere più cauto…
Peccatore – Dice…???
Dio – Eh dico si, cazzo! Senti qua: “Uno dei grossi problemi di Reggio è che molte delle persone che in ambiti diversi e con diversi gradi di responsabilità, anche istituzionale, dovrebbero essere la coscienza critica o addirittura i controllori dell’ambiente sociale si trovano presenti in gruppi, società, enti che attingono a piene mani per il loro finanziamento dal bilancio comunale, Si è creato, così, un intreccio perverso che spiega molte cose…”. Sai chi è che parla?
Peccatore – Un aiutino…
Dio – Eh si e che siamo al gioco dei pacchi??? Ma sei tuuuu! E’ un’intervista che rilasciasti a Giuliano Quattrone per “L’Avvenire di Calabria” nell’ottobre del 1985. Facesti una vera e propria crociata contro il PSI e la DC
Peccatore – In tutta onestà, non era la verità?
Dio – E chi ti dice di no…??? Ti ricordo solo che uno splendido proverbio di voi umani ricorda che prima di dire la verità è opportuno munirsi di un cavallo veloce…e tu, invece, pretendevi di restar lì, altro che cavallo veloce…
Peccatore – Credevo di avere la gente dalla mia parte…
Dio – E credevi bene! Solo che non possiamo dimenticare cosa fosse Reggio in quegli anni, in piena guerra di ‘ndrangheta, in totale caos amministrativo e, sul piano dell’informazione, in mano ad una sola testata cartacea ed una tv locale…cosa vuoi che capisse la gente, un po’ frastornata, un po’ impaurita e un po’ ingannata…
Peccatore – Però dopo una strana esperienza di tre settimane nel 1983, comunque storica perché segnò la prima assoluta di una giunta di centrosinistra a Reggio Calabria (senza la Dc e infatti non vide la Luna nuova), al secondo giro, nel 1987/88 governai quasi un anno…
Dio – Beh, se leggi le date dalla parte del sistema che ti vedeva come un nemico trovi che sono estremamente significative: ti cominciarono a sopportare l’8 settembre, il giorno dell’armistizio e ti levarono dai piedi il 4 luglio, il giorno dell’indipendenza americana…comunque a prescindere dai giochetti del calendario e delle coincidenze che ogni tanto mi concedo facesti quasi 10 mesi…mica tantissimo…ma di più non era possibile, credimi…
Peccatore – Eh lo so, stretto come ero nel gioco di DC e PSI, due veri squali…
Dio – Infatti governasti la prima volta col PSI e senza la DC, nel 1983 e la seconda volta con la DC e senza il PSI, nell’87/88…
Peccatore – Eh si, insieme era impossibile che restassero, almeno con me, anche se poi mi fecero fuori assieme…
Dio – Ah sisi, lo spiegasti benissimo in una storica intervista che rilasciasti a Bruno Tucci per il Corriere della Sera, nel 1988
Peccatore – La ricordo bene…
Dio – Guarda, ce l’ho qua, ci sono un paio di passaggi niente male: “La gente era con me” – dicevi – “mi scrivevano, mi telefonavano…Michele non ti preoccupare, tieni duro, mi dicevano…”
Peccatore – Poi, però fui costretto a lasciare perché i consiglieri furono messi spalle al muro dai partiti che li denunciarono ai probiviri se non mi avessero “fatto fuori”…
Dio – Si, anche questo dicesti a Tucci…aspetta, c’è un passaggio agghiacciante…dov’è…???Ah si, eccolo…dunque dunque…”Appena uno vuol cambiare il modo di amministrare deve preparare i bagagli, la gente è stata con me, il sistema no. E mi ha fatto secco. In un amen”
Peccatore – Proprio così, anche se, in tutta onestà dopo non mi pare che le cose siano cambiate di molto. Chi venne dopo di me, non subito, peraltro, si potè giovare della legge relativa alla elezione diretta del Sindaco che, ad esempio, qualche anno dopo “blindò” Falcomatà…
Dio – Senti quest’altro passaggio: “Con me erano finiti i maneggi, gli intrallazzi, i sotterfugi e il sistema non poteva accettare tanto…”
Peccatore – Beh, io non feci altro che tirar fuori ciò che tutta la città sapeva e che, ad esempio, venne fuori 4 anni dopo con Licandro: io ebbi il torto di gridare che il re era nudo
Dio – E provasti anche a rivestirlo…
Peccatore – Si, ma, ad esempio, spesso le gare di appalto andavano deserte perché se non si potevano controllare nessuno aveva interesse a parteciparvi…
Dio – E così, all’alba dell’estate del 1988 uscisti di scena…
Peccatore – Si, di quei giorni, in verità, conservo due ricordi straordinari
Dio – Credo di sapere quali…
Peccatore – La visita del Papa Giovanni Paolo II e la vittoria dello spareggio della Reggina a Perugia
Dio – Si, ricordo che eri un grande tifoso, che casino quel giorno…
Peccatore – Coincisero esattamente le due cose, però, anche Lei…poteva evitarla sta cosa…
Dio – Ah, guarda non lo dire a me; avrei voluto vedere in pace la partita e invece dovevo tener d’occhio la piazza di Reggio: in fondo c’era il Congresso Eucaristico, roba mia, sai, i miei emissari laggiù, quelli che si vestono in quel modo strano, ci tengono a ‘ste robe…ricordi che sensazione fece quel congresso?
Peccatore – E come no??? C’era anche, sul piano politico, Ciriaco De Mita
Dio – E fu il Papa, viste le drammatiche condizioni della città, nella quale era già stato in visita nel 1985, a strappargli una promessa per un intervento straordinario dello Stato…
Peccatore – In quelle ore nacque il “Decreto Reggio”…
Dio – E secondo te i partiti ti avrebbero lasciato gestire questo fiume di soldi? Ma veramente lo pensavi?
Peccatore – No, in verità no, ma speravo in un Suo intervento…
Dio – Nono, io in queste vicende non mi immischio, voi umani siete bravissimi, poi, a rinfacciare…
Peccatore –Però di fronte alla miseria, economica e sociale…
Dio – Si, quella che secondo te genera criminalità
Peccatore – Beh, io provocavo…
Dio – Si, dicesti che “in qualche modo Reggio è criminale per necessità…”
Peccatore – Si, era una battuta che facevo spesso, tra il serio e il faceto, ma ero convinto di non essere affatto lontano dalla realtà…
Dio – Mah, forse all’epoca, oggi i fatti potrebbero dimostrare l’esatto contrario…comunque vai, adesso…
Peccatore – Posso chiederLe una cosa…?
Dio – Dimmi pure, caro, sei così educato…
Peccatore – Ma non le sembra che la mia gente avrebbe potuto fare qualcosa di più per ricordarmi?
Dio – Hai senz’altro ragione, ma aveva ragione Herrera, come mi ricordasti tu: per le cose impossibili ci vuole più tempo…e tu ne avesti troppo poco…
Peccatore – Grazie per la risposta, allora vado…
Dio – Certo, certo, vai…ah, scusa, un’ultima cosa…
Peccatore – Prego…
Dio – Ehm…veramente avrei da chiederti una cosa…
Peccatore – Beh, Lei non ha che da desiderare…ormai dovrebbe saperlo…
Dio – La prossima volta che vieni a trovarmi porta un mazzo di carte, tu sei bravissimo, lo so. Così mi spieghi bene il tressette, so che sei un dio…
Peccatore – Modestamente—
Dio – Non ti montare la testa, non hai visto che l’ho scritto con la “d” minuscola???
Peccatore – Sisi, certo, certo, ci mancherebbe…
Dio – Comunque, cerca di ricordartene, così ammazziamo un po’ il tempo e giochiamo…tranquillo…quassù imbrogli non ce ne stanno…
Peccatore – Ah! Lei, quindi, non mi guarderà le carte…???
Dio – E che le guardo a fare? Le so già…si, la tua sarà una battaglia persa, te lo dico già da ora, ma non diversa da quelle, già perse, che combattesti giù…ma, come tu sai bene, le battaglie perse vanno gioiosamente combattute…




