
Dio – Chiamatemi quello bravo, come si chiamava…quello che ha stupito il mondo…come si chiamava…il figlio di quello che vendeva le bombole del gas e che arrivò a mostrare e insegnare il bello a tutto il mondo…come si chiamava…ah, si, Versace. Gianni Versace!
Peccatore – Eccomi, mi ha cercato?
Dio – Ma certo, Gianni, entra pure, volevo fare due chiacchiere con te…
Peccatore – Ne sono onorato…
Dio – Che storia straordinaria, la tua, da Reggio Calabria al tetto del mondo…
Peccatore – Lo volli fortemente…
Dio – Eh! Lo ricordo bene! Ti feci con una forza di volontà pari solo al tuo straordinario talento
Peccatore – Beh, certo – sa, io non ho mai avuto peli sulla lingua – poteva anche mettermi dall’inizio in un posto più consono alle mie aspirazioni
Dio – E no! Non saresti mai diventato chi sei diventato. E’ sempre la voglia di riscatto la molla per tutto
Peccatore – Mah, riscatto, diciamo che volevo affermarmi, arrivare
Dio – Noo, lascia perdere, non è solo quello; non dimenticare che io so tutto…ti sembra che ho dimenticato quanto Reggio, la tua Reggio ti abbia snobbato?
Peccatore – Guardi, le giuro che io Reggio l’ho sempre amata…
Dio – Lo so bene, non ho dubbi, ma, come tutti gli amori forti, ancor più grande è poi la delusione quando non sono contraccambiati…dai, lo sai bene che, in quegli anni, Reggio non ti perdonò mai la tua estrosità, le tue scelte, anche personali
Peccatore – Devo pensare a cosa si stia riferendo a…
Dio – Sisi, diciamolo…guarda quassù non sono tollerate bugie, mezze frasi, omissioni. Quelle sono meschinità riservate a voi umani. Quindi diciamolo pure: la tua omosessualità non ti fu mai perdonata a Reggio
Peccatore – Beh, a dirla tutta credo che anche lei non abbia apprezzato molto questa mia tendenza…
Dio – Nono, guarda su questa cosa mi girano veramente tanto e chiariamola una volta per tutte: ma chi si è mai inventato ‘sta storia della mia avversione per la omosessualità? Io desidero solo che voi umani vi amiate tra di voi. Tutto il resto, le differenziazioni, le discriminazioni sono meschinità vostre. Tipiche delle debolezze umane, per carità, va bene anche questo, siete imperfetti per definizione, ma non mi tirate in ballo in questa storiaccia perché non c’entro niente
Peccatore – Ah, lei mi stupisce…
Dio – E se sapessi…comunque torniamo a noi: la piccolezza della piccola città del Sud la pagasti tutta ma da essa riuscisti a tirar fuori ulteriore benzina per le tue ambizioni…certo, forse anche giustamente, un certo atteggiamento di Reggio ti ferì per sempre, la cicatrice non andò mai via, ma da Milano in poi facesti delle cose grandissime…
Peccatore – Eh si, quello si. Inseguii sempre, in ogni respiro, la mia libertà: libertà di scelte, libertà di espressione, libertà di creazione…
Dio – Ah sisi!!! Sarà per un certo edonismo che –ehm – modestamente mi caratterizza, ma questa cosa della capacità di creare da parte tua mi ha sempre esaltato. Fosti uno spettacolo, una esplosione di idee, di forme, di colori. Riuscisti a dare forma d’abito alla dignità umana, nella sua massima espressione, una sorta di ambasciatore moderno del meglio della Magna Grecia, altra epoca nella quale mi esaltai spesso…
Peccatore – Si, fu una favola, in effetti: prima Milano, poi l’America e che trionfi ovunque…
Dio – Che spettacolo! Certo, non ti tirasti indietro di fronte a niente e vivesti alla grande, al 100% dal primo all’ultimo giorno. E le tue sfilate, meravigliose. Non me ne perdetti una…
Peccatore – Ah, lei c’era?
Dio – Io ci sono sempre, Gianni, vedo tutto
Peccatore – E mi dica: cosa le piacque così tanto?
Dio – Ahh, io adoro il bello, non sai quanto. E proprio per questo ti volli così tanto bene, eri l’espressione massima del bello e le tue sfilate ne rappresentavano la sublimazione. Bello, bello, bello.
Peccatore – Ma perché, perché?
Dio – Perché cosa? Sei prevedibile, perché la tua fine, così?
Peccatore – E certo, eh…
Dio – Lo dico anche a te: io organizzo il contesto lo scenario; poi il resto dipende da voi umani. E il tuo destino si incrociò con quello del tuo carnefice…
Peccatore – Avrei voluto fare così tante altre cose…
Dio – E voi umani questo continuate a non capirlo: vi illudete di programmare tutto, tempi e modi. Ignorate, però, quanto tempo vi resta ancora da vivere, eppure partite dal presupposto che ce ne sia tanto, sempre e comunque e rinviate, rinviate, rinviate…
Peccatore – Ma se ne avessimo contezza non investiremmo nel futuro e la razza umana non progredirebbe mai…
Dio – Questo è vero e solo uomini con la profonda sensibilità come te potevano coglierlo, ma la chiave sta sempre nell’equilibrio, ricordalo. Comunque vai, ora, poi magari un altro giorno ti chiamo per qualche consiglio…
Peccatore – Ma…consiglio…??? Io a lei???
Dio – Si, volevo dei consigli sul look, non ti sembra un po’ andato?
Peccatore – Beh, in effetti questa tunica è un po’ demodè, e anche sta barba lunghissima, daaiiiii
Dio – Beh, una volta usava…
Peccatore – Eh si, ma un po’ di tempo è passato…
Dio – Quello si….comunque vai, mi sono lasciato prendere, come al solito…anche se, in effetti, una barbetta come la tua non mi dispiacerebbe…




