
Dio – Francesco Franco detto Ciccio, vieni avanti, vieni…
Peccatore – Presente!
Dio – Sisi, non cominciare, qua camerati non ce ne sono…
Peccatore – Ci sono, ci sono, guardi bene chè ci sono…
Dio – Dici…?
Peccatore – Beh, anche Lei, poi, non mi pare tutta sta grande espressione di democrazia…
Dio – Il solito aggressivo…
Peccatore – Il fatto è che io ho sempre detto le cose come stavano…
Dio – Si, certo e contemporaneamente qualche situazione la hai cavalcata…
Peccatore – E lo sapevo, si riferisce alla rivolta…
Dio – E si, senza di quella credi che saresti diventato così famoso?
Peccatore – Forse no, ma anche le sommosse di popolo hanno bisogno di una guida politica, che male c’è?
Dio – No, fino a un certo punto non ci fu niente di male, d’altra parte, come sempre, la sinistra ci capì poco e male e non riuscì a far proprie le ragioni di un popolo, lasciando, così, campo libero a voi
Peccatore – Diciamo che il popolo era con noi…
Dio – No, te lo ripeto: foste voi ad essere col popolo, è diverso e il popolo, che si sentiva abbandonato da tutti, vi abbracciò, ma in questi casi le combinazioni sono numerose. Se, ad esempio, il giorno in cui scoppiò la rivolta, in assenza del Questore Santillo che si trovava fuori città, un tenente non avesse ordinato quella durissima repressione della folla pacifica alla stazione Lido, probabilmente la rivolta di Reggio non sarebbe mai scoppiata…
Peccatore – Il 14 luglio, l’anniversario…
Dio – …della presa della Bastiglia, sissignore…con le date mi diverto a giocare da qualche miliardo di anni…
Peccatore – Ma le sembra giusto che il capoluogo…
Dio – Ciccio, o Ciccio…e ti pare che a me possa fregare qualcosa di questa meschina storia, tutta terrena e, anzi, tutta calabrese, tipica della vostra piccineria…dai, non ricominciare, con me non attacca…
Peccatore – Si, però la gente lottò per un anno e mezzo…
Dio – Si, la gente si, certo, però, che le infiltrazioni della estrema destra affibbiarono alla rivolta stessa una etichetta tanto ingiusta quanto resistente negli anni. Perché ci furono quelle infiltrazioni e tu lo sai bene…
Peccatore – Beh, erano anni particolari…
Dio – Eh, lo so bene, nei mesi precedenti c’era stata la bomba di piazza Fontana, la strana presenza a Reggio di Junio Valerio Borghese, proprio il giorno prima del summit di Montalto interrotto dalla Polizia e pochi mesi dopo sarebbe andato in scena il golpe fermato quando era praticamente già iniziato e che aveva a Reggio una base importantissima…non credere che mi sia dimenticato quanto, negli anni, Reggio sia stata al centro degli affari più intrigati e loschi del Paese, a dispetto della sua perifericità. E non credere che sia finita…
Peccatore – Si, ma il pacchetto Colombo…
Dio –Si, si, fu una fregatura e questo, però, lo sapevate bene fin dall’inizio, così come sapevate bene che si trattava di una battaglia persa
Peccatore – Non era un bel momento per Reggio
Dio – Ma benedetto figliuolo, quando mai Reggio ha attraversato momenti di autorevolezza politica? Solo sprazzi e sempre rimessi a singoli uomini, mai a forza del sistema
Peccatore – Ma la gente mi volle bene veramente
Dio – Beh, a giudicare dai tuoi successi elettorali successivi senza esercitare alcun ruolo di potere direi proprio di si, ma la rivolta rappresentò l’ennesima occasione persa…
Peccatore – Mancò coesione?
Dio – Mancò coesione di progetto, mancarono i tempi. Il capoluogo a Catanzaro era stato studiato a tavolino per anni, ben prima del 1970; nasceva insieme al tracciato della A3 su per le montagne fino a Cosenza. Il capoluogo era una partita di giro tra Mancini e Pucci, mentre voi a Reggio dormivate…ma io lo so bene, ve li ho fatti apposta così belli il mare, il clima: così cazzeggiate sempre, non vi indignate mai…
Peccatore – Ma quella volta proprio no, altro che semplice indignazione…
Dio – Infatti me ne sorpresi, con piacere, tanto…peccato che fu l’unica, dopo di allora il solito elettroencefalogramma piatto…
Peccatore – Io ci provai…
Dio – Ma dai, tu fosti un capopopolo, nel senso più nobile del termine, ma per i progetti a lungo respiro non basta una persona, per di più isolata per come, vista la tua appartenenza partitica, eri tu…
Peccatore – Beh, la destra, allora MSI, a Reggio è sempre stata fortissima…
Dio – Ehhhh, Cicciofranco, a me non mi incanti, eh…questa balla di Reggio storicamente di destra con me non attacca…vai, vai a guardare chi sono stati i sindaci di Reggio del dopoguerra: tutti DC con quattro eccezioni di sinistra, PSI, per intenderci. Il primo sindaco di destra è stato Scopelliti nel 2002, 32 anni dopo la rivolta e il MSI, comunque, non arrivò mai a numeri consistenti prima della rivolta. E’ chiaro che dopo, per qualche anno, restò su cifre consistenti, ma poi si sgonfiò
Peccatore – Scopelliti mi ha anche dedicato l’Arena dello Stretto, a Reggio
Dio – Si…lo so, lo so…una scelta certamente legittima ma non il massimo dell’equilibrio, diciamo…
Peccatore – Vabbè….
Dio – Vai, adesso, vai…
Peccatore – A noi!
Dio – Allura sì pacciu piddaveru…




