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    Damnatio memoriae per i responsabili della tragedia estiva reggina

    lungomare

    di Enzo Vitale* – Nella tragedia Medea di Seneca, ai versi 500-501, la protagonista così si pronuncia: “cui prodest scelus, is fecit” (letterale: a chi giova il misfatto, lui l’ha compiuto;

    ovvero: il colpevole di un crimine è colui che ne ha tratto vantaggio).

    L’allocuzione, concetto base in criminologia, nell’italiano comune è sintetizzata nell’interrogativo “cui prodest?”: quando accade qualcosa di poco chiaro e di cui non si riesce a decodificare la ratio, quando un fatto o un’azione o un comportamento è inesplicabile sui normali registri interpretativi, quando nemmeno la più sofisticata ermeneutica politica riesce a sciogliere gli arcani; non resta che rispondere alla domanda “a chi giova?” per chiarire quantomeno chi ne ha tratto vantaggio.

    Questa farsa estiva reggina (non definibile ormai più con gli appellativi di pirandelliana o kafkiana) si è trasformata in tragedia; e il riso con cui la cittadinanza ha salutato le prime performances dei 30 + 1 si è trasformato nel pianto e nella disperazione della consapevolezza che la commedia si era trasformata in dramma.

    “Cui prodest?”, quindi, la tragedia in cui si sta ritrovando la politica reggina; chi trarrà vantaggio dallo “scelus” perpetrato ai danni della città? Chi il vero o i veri responsabili di un qualcosa che, scivolato oltre possibili deliranti proiezioni di fantapolitica, si sta avviando in territori inimmaginati più che inconosciuti?

    Avendone il potere, verrebbe voglia di mandare tutti a casa (e per  sempre) condannando alla damnatio memoriae i protagonisti di una delle pagine più oscure e demenziali della vita politica reggina.

    Karl Popper ha affermato che l’essenza della democrazia consiste non tanto nel metodo con cui vengono designati i rappresentanti del popolo, che al limite potrebbero anche essere estratti a sorte, ma nella possibilità di revocarne il mandato nel momento in cui non dimostrassero  all’altezza del compito assunto.

    Questa strada purtroppo è impraticabile, anche se è certamente presente come desiderio nella mente degli onesti cittadini. Non resta che aspettare, quindi, e scoprire chi o coloro che hanno pensato di trarre vantaggio personale da questa tragedia estiva reggina per condannarlo/li a un’irrevocabile damnatio memoriae.

    * coordinatore laboratorio politico Città Libera