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    Crisi a Reggio: da tragedia a farsa complici i media

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    di Enzo Vitale* – Una tragedia che rischia di divenire farsa con la complicità dei media che trasformano la cronaca in gossip:

    non può essere altro che una farsa, per come è descritta, la crisi di una città sul cui palazzo di governo aleggia lo spettro del commissariamento.

    Al posto di approfondite ed esaustive analisi sulle vere cause che hanno determinato l’irrigidimento delle posizioni e la cristallizzazione dei contrasti tra il sindaco f. f. e la maggioranza, osserviamo la pubblicazione di veline, il riporto di  virgolettati dall’estenuante lunghezza e di scontate dichiarazioni, pagine e pagine esauste di noia che si offrono al lettore per il consumo di quel mattutino rito laico (Hegel affermava che la lettura del giornale è la preghiera del mattino dell’uomo moderno) divenuto sempre più stanco.

    Dicevamo della cronaca di questi giorni, complice forse l’estiva leggerezza d’abiti e di mente, che si è trasformata in gossip cittadino: a tal punto che il peso politico dei consiglieri A. C. e N. N. vengono descritti come necessari di “conforto” da parte della “bellezza delle consigliere M. F. e G. C..

    Siamo alla frutta, cari reggini, avendo perso una classe dirigente degna di questo nome e non avendo un’informazione cartacea quotidiana locale degna di essere definita come veritiera e libera. La bellezza ci salverà?

    Eppure, se non si vuol credere a un attacco collettivo di follia, cosa comunque non impossibile, indicibili motivazioni di fondo devono per forza esserci alla radice di uno scontro che rischia di portare a un esito commissariale che nessuno afferma di volere. Siamo di fronte a lobby che premono sugli amministratori affinché siano prese decisioni funzionali ai loro interessi? Si vocifera di decisioni sul Miramare e sul Cilea che Giuseppe Raffa vorrebbe prendere non nel solco tracciato da Giuseppe Scopelliti.

    È su queste “voci” che il giornalismo d’inchiesta, se si vuole definire con merito tale, dovrebbe approfondire; su queste “indiscrezioni” si dovrebbero mettere alla corda gli interessati nelle interviste che ritengono di concedere. E invece nulla: nessuna inchiesta o approfondimento (uno speciale nemmeno osiamo ipotizzarlo); solo “voci” che vengono riportate, fumose ipotesi che vengono larvatamente espresse o cautamente virgolettate e messe in bocca ad altri.

    Stando così le cose, non ci resta che sperare che Giuseppe Scopelliti, nella sua veste di coordinatore del PdL calabrese, metta fine a questa tragedia reggina (o farsa, per come è riportata in cronaca). Forse in quella sede non sarà necessario il “conforto” la “bellezza delle consigliere”. 
    *coordinatore laboratorio politico Città Libera