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    La scossa di Delzio

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    di Enzo Vitale* – Anemone certamente non è Chiesa, ma l’inchiesta sulla “cricca” somiglia in un certo qual modo a “mani pulite” e, comunque, anche se non si chiamerà terza repubblica, quella che verrà fuori da questo maelström sarà diversa dall’attuale seconda.

    Ne potrebbe far le spese il federalismo che, pur concettualmente valido, con l’attuale classe dirigente, succube più che complice dei vari Anemone quando non impegnata in festini e affarucci vari, rischia di risolversi in un grande moltiplicatore  di opportunità di saccheggio della res publica.

     

    In un contesto come l’attuale, un federalismo male interpretato e condizionato dagli interessi delle regioni più forti sarebbe deleterio per il Sud, che non ha risorse sufficienti a sopportarne il carico: ma, nello stesso tempo, se ben impostato e guidato senza pregiudizi, potrebbe essere una “scossa” in grado di svegliare il Sud dai suoi atavici torpori. Di salutare scossa parla Francesco Delzio, trentacinquenne avvocato pugliese manager della Piaggio, nel suo volume “La scossa: sei proposte shock per la rinascita del Sud”.

     

    Ho sconosciuto Delzio il trascorso 20 maggio in Roma, alla fine di un incontro, organizzato dalla fondazione “I Sud del Mondo” nella Sala Mercede di Palazzo Marini, nel corso del quale è stato presentato anche “Al Sud come al Nord: tra federalismo e responsabilità”, dell’on. Giuseppe Galati, presidente della citata fondazione, e “L’Italia corta: il futuro dell’Europa si decide nel Mediterraneo”, del sottosegretario Enzo Scotti.

     

    Poco significativo e scontato, il testo di Galati poco ha aggiunto al nostro bagaglio culturale; interessante e di ampio respiro ma datato, quello di Scotti; nuovo e originale, denso di analisi e idee, il volume di Delzio, che lucidamente affronta la tematica dello sviluppo a Sud offrendo un contributo progettuale di tutto riguardo. Dalla constatazione, dimostrata, che il Sud da anni è ormai scivolato in basso nell’agenda di governo, si passa alle proposte che, in un’ottica federale, potrebbero scuotere il Sud.

     

    Ne riporto solo due, a titolo di esempio, in questa sede: l’istituzione delle zone no tax nelle aree sottosviluppate europee quando nel 2013 finiranno gli aiuti comunitari, frutto di un’inedita alleanza tra i paesi mediterranei e quelli dell’Est che, insieme, avrebbero il peso di orientare le decisioni di Strasburgo; l’istituzione di una sorta di no tax area per le facoltà scientifiche del meridione italiano per incentivarne lo sviluppo con l’abolizione delle tasse universitarie. Sono solo due esempi di come si posa superare l’antiquato assistenzialismo con forme di aiuto in grado di far crescere i territori.

     

    Idee e progetti, per crescere e far crescere, per produrre sviluppo e ricchezza: una visione collidente con quella di Anemone & C., parassitaria e predatrice di ricchezze, che va combattuta non solo con l’intervento della magistratura ma, in prospettiva, con una sorta di rivoluzione culturale, cui in parte contribuisce Delzio con la sua visione di federalismo. Proposte serie e di ampio respiro che si potranno ascoltare direttamente da Francesco Delzio il 25 giugno a Messina in un incontro organizzato presso alla Sala della Borsa della Camera di Commercio dalla Fondazione Mediterranea (www.fondazionemediterranea.eu)  

     

     

    *Presidente Fondazione Mediterranea