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    Influenza A (H1N1): allarmismi e truffe su internet

    ospedaleprovette

    di Enzo Vitale* – Traduciamo in termini comprensibili questo dato: 20 morti su 300 mila contagiati dal virus A (H1N1). La mortalità provocata da questa influenza è inferiore allo 0,005% ovvero è

     statisticamente irrilevante e perfettamente sovrapponibile a quella avuta gli scorsi anni con l’influenza stagionale (per la quale annualmente ci si attende un “eccesso di mortalità” di circa 8.000 casi). Nonostante questo dato oggettivo, continua l’allarme mediatico, spesso sollecitato da agitate dichiarazioni dell’ondivago ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, il cui primo impegno dovrebbe essere di dare alla stampa pacate e documentate informazioni.

     

    È così che i pronto soccorso ospedalieri vengono immotivatamente intasati da chi non ha altro che una banale febbre stagionale ma che ritiene di aver contratto la lebbra del 2009: sistema sanitario in tilt e servizi vaccinali ridotti a “malebolgie”. 

     

    Ma non è questo il solo effetto collaterale dell’allarmismo e della mancata preparazione della sanità pubblica a sostenere la prevedibilissima onda d’urto dei pazienti allarmati. Questi, fraintendendo la promozione dell’automedicazione a rimedio dell’eccedente spesa sanitaria, si rivolgono a google per avere informazioni e rimedi, cadendo nella trappola. Sono in commercio in rete, infatti, falsi farmaci e prodotti che pretendono, in un crescendo rossiniano di bugie, di diagnosticare e prevenire e mitigare e, infine, curare le manifestazioni patologiche del virus A H1N1.

     

    L’allarme è stato lanciato dalla FDA Usa, equivalente dell’italiano Istituto Superiore di Sanità. Trattasi di prodotti e terapie assolutamente illegali. Vi troviamo test diagnostici per individuare il virus, spray detergenti in grado di lasciare sulla cute uno strato di ioni d’argento in grado di inattivare tutti i germi, integratori dietetici, strumenti elettronici emananti onde magnetiche per rinforzare il sistema immunitario e, dulcis in fundo, uno shampoo protettivo.

     

    Il problema non è solo per le tasche dei gonzi che abboccano ma anche per la loro salute: insieme a questi prodotti tutto sommato innocui, vengono anche venduti veri e propri farmaci, pericolosi per gli effetti collaterali e per le eventuali interazioni che possono avere con altre medicine assunte nello stesso tempo.

     

    *www.diarioreggino.it