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BaaM: “stella danzante” o “nulla verniciato”?

19 Novembre 2009
in Diario
Tempo di lettura: 5 minuti
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lungomarereggio

di Enzo Vitale* – Il 27 giugno dello scorso anno a proposito della BaaM (Biennale dell’Architettura e delle Arti del Mediterraneo) ho scritto qualche annotazione: ne riporto in sintesi i contenuti per poi commentarli nell’imminenza della sua realizzazione.

 

1 – La città, che con Messina e tutta l’Area dello Stretto è posizionata al centro geografico del Mediterraneo, al di là delle affermazioni di principio sul suo essere una città a vocazione turistica e culturale, al di là della sua esposta mediterraneità, se si svilupperà l’idea-progetto Baam, diventerà un riferimento culturale certo e stabile per tutto il Bacino del Mare Nostrum: la qual cosa contribuirà a far sì che le citate affermazioni divengano fatti e che l’identità mediterranea si condensi quasi fisicamente in luoghi e persone, in circostanze ed eventi.

 

2 – La Baam va dunque realizzata: frutto dell’apertura dell’Università Mediterranea alle istanze e alle richieste del territorio, del ritrovato dialogo tra i vertici della struttura accademica e quelli degli Enti Locali, della sensibilità dimostrata dalle amministrazioni locali verso le istituzioni culturali; la Biennale sarà il naturale approdo di una politica cittadina che ha investito moltissimo in un’idea di città dalla forte identità mediterranea che faccia del turismo e dell’arte e della cultura la propria cifra identificativa.

 

3 – Architettura e Arte: binomio che affonda la sua ragion d’essere nella costruzione di quell’idea del bello che dalla Grecia classica in poi ha informato e intriso di sé le produzioni dell’ingegno umano; binomio condensatosi nell’urbanistica e nella concezione – tutta europea – della città come opera d’arte; binomio che, partito dalla Grecia classica, come già avvenuto nell’estate del 730 a.C., metaforicamente ritorna ad approdare lì dove “una vite è avvinghiata a un caprifico”. Con Baam la città, da contenitore d’arte, potrebbe divenire lei stessa un progetto artistico.

 

4 – Nietzsche: “Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante”. Una società in fermento, che a volte anche disordinatamente e in modo scomposto vuole comunque trovare una strada per risalire la china su cui la storia l’ha fatta scivolare, che sembra non avere altro definito progetto se non quello di volere a ogni costo il riscatto, che nell’ansia di rinnovamento ritrova gioventù e generosità: questa società, che dentro di sé vive e soffre il caos della creazione, sta per partorire, con gioia e dolore, la sua stella danzante; sta per focalizzare in un punto preciso le sue spesso disperse energie creative. Con BaaM la città potrebbe rinascere, come la Fenice dalle sue ceneri, per divenire essa stessa una stella danzante.

 

5 – È come se a Reggio, dopo la primavera, da quel magmatico caos creativo che connota lo sprigionarsi primaverile delle energie vitali, con una nuova consapevolezza, sorgesse ora l’estate con tutto lo splendore del suo nuovo ordine: pienamente mediterraneo e localistico, un po’ romantico e byroniano, distante dalla piatta e uniforme razionalità globalizzante, fortemente intriso di storia e tradizione, di arte e cultura.

 

A distanza di più di un anno e in prossimità della sua realizzazione, concetti e commenti posti vanno un po’ riadattati a un evento su cui molte ombre sono state lanciate proprio dall’interno dell’Università Mediterranea.

 

1/A – 2/A “riferimento culturale certo e stabile per tutto il Bacino del Mare Nostrum”? “identità mediterranea condensata in luoghi e persone, circostanze ed eventi”? “naturale approdo di una politica cittadina che ha investito moltissimo in un’idea di città dalla forte identità mediterranea”? La realizzazione della Baam, una volta ottenuto il lauto contributo finanziario da parte dell’amministrazione comunale reggina, è stata un fatto tutto interno all’Università Mediterranea: in esso si sta involvendo e accartocciando l’originaria idea di una manifestazione di respiro e spessore tale portare Reggio e tutto l’Area dello Stretto alla ribalta del Mediterraneo; si sta partorendo una Baam occasione d’incontro tra archistar e professori che con l’idea originaria di promozione cittadina non ha nulla a che vedere.

 

3/A – 4/A “Architettura e Arte: binomio condensatosi nell’urbanistica e nella concezione  della città come opera d’arte”? “Con Baam la città, da contenitore d’arte, potrebbe divenire lei stessa un progetto artistico”? “questa società, che dentro di sé vive e soffre il caos della creazione, sta per partorire, con gioia e dolore, alla Nietzsche, la sua stella danzante”? Ma siamo seri! Il 27 giugno del 2008 scrivevo queste cose sotto la spinta emotiva di un progetto che credevo grande: un’idea di città come opera d’arte o progetto artistico ha bisogno di artisti, che proprio non si vedono intorno alla Baam; non c’è caos creativo, né dolori di parto in questa nascita di Baam, che pertanto non potrà mai essere una “stella danzante” in grado di affermare la sua volontà di esistere: c’è solo la molle e quieta rappresentazione dei propri ego e interessi; c’è solo, forse, null’altro che un “nulla verniciato”.

 

Ma forse, come ho ecceduto in plauso a giugno dello scorso anno, sto ora cadendo nell’opposto errore: speriamo che sia così e che domani mi trovi costretto a chiedere scusa per questo pezzo.

 

Il punto 5 resta intatto nella sua essenza e attualità: anche senza la Baam e la Mediterranea, la nostra città è nel pieno della strutturazione di un “nuovo ordine”: “pienamente mediterraneo e localistico, un po’ romantico e byroniano, distante dalla piatta e uniforme razionalità globalizzante, fortemente intriso di storia e tradizione, di arte e cultura”.

 

www.diarioreggino.it

*Presidente Fondazione Mediterranea

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