di Elda Musmeci – Ottenere oggi un colloquio di lavoro non è un’impresa facile, ma la circostanza, per quanto ottimistica, pone nel candidato una sorta di stato confusionale che lo porta a porsi innumerevoli domande…andrò bene?, gli piacerò?
…ma la domanda che crea più problemi è una soltanto… “che mi metto??” L’atavica domanda racchiude in se varie correnti di pensiero. L’unica certezza e che ..purtroppo.. il più delle volte la prima impressione è quella che conta.
Per i colloqui, l’importante è dare, anche nel look, una sensazione di affidabilità e serietà la fantasia o originalità sono in questo caso degli “optional” a rischio. Non bisogna vestire casual, perchè si darebbe un’ impressione di immaturità, ed è bene evitare accessori, trucco o colori troppo vistosi; non è opportuno però neanche “invecchiarsi” troppo, indossando per l’occasione improbabili vestiti da cinquantenni rimediati chissà dove. Alle ragazze è concessa ovviamente più libertà ed è generalmente apprezzata una certa eleganza, mentre i maschi sono più vincolati al “giacca e cravatta”, ed è bene che non abbiano un’aria troppo “perfettina” per non correre il rischio di sembrare antipatici, a meno che il colloquio sia per lavori che danno all’apparenza molta importanza (società di consulenza, mondo della comunicazione, banche, ecc.). Oltre a ciò che indossate, badate a come lo indossate: niente vestiti troppo larghi e cascanti, niente colletti di cravatta allentati, niente scarpe scomode, niente lenti degli occhiali sporche: è un appuntamento importante, chi ci arriva trasandato sarà giudicato (non a torto) superficiale, disordinato o poco furbo. L’abbigliamento in queste circostanze, per quanto concetto superficiale possa sembrare è molto importante, pensate che
in America esiste addirittura un libro, “Dress for success”, che spiega qual è il modo migliore di vestirsi.




