
di Damiano Praticò – Un geniale innovatore che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica afroamericana. Un iconoclasta che ha rivoluzionato il modo di suonare il contrabbasso
e la funzione di questo strumento all’interno di una ristretta formazione jazzistica. Il suo nome è Rocco LaFaro, meglio conosciuto come Scott.
LaFaro scomparve la notte del 6 luglio 1961, in un incidente stradale nei pressi di Long Island (New York), dove lo attendeva la sua compagna Gloria. Accadde due giorni dopo aver suonato con Stan Getz al festival jazz di Newport. Scott aveva solo 25 anni – era nato a Irvington, New Jersey, il 3 aprile 1936 – ma il suo prestigio e la sua fama nel panorama jazzistico internazionale erano già immensi. Per il mondo del jazz fu uno shock. Bill Evans, il leader del celebre trio di cui faceva parte insieme a Paul Motian, a seguito di questa tragedia, non riuscì a suonare per circa sei mesi.
In un arco di tempo che va dal 1955 al 1961, Scott LaFaro suonò con quasi tutti i famosi musicisti della scena jazzistica statunitense dell’epoca: oltre allo stesso Evans, anche Chet Baker ed Ornette Coleman, cui fornì un sostegno fondamentale nella registrazione dell’epocale “Free Jazz”.
Le origini calabresi di LaFaro sono state scoperte da pochi anni. Di fatto, la rivelazione la si deve alla sorella Helene LaFaro-Fernandez che, nel 2009, ha pubblicato la biografia di suo fratello: “Jade Visions – The Life and Music of Scott LaFaro”, edita dalla University of North Texas Press. Un lavoro molto accurato e godibile che, oltre alla storia di Scott e della famiglia LaFaro, contiene tutta la sua discografia, un capitolo sul suo prestigioso contrabbasso “Preston”, la spiegazione dell’origine delle due sue uniche composizioni – “Jade Visions “ e “Gloria’s Steps” – e numerosi contributi di autorevoli musicologi, esperti e famosi musicisti che hanno lavorato con Scott o lo hanno conosciuto. Nel libro, tuttavia, i cenni sui nonni calabresi sono pochi, né si fa menzione della città calabrese d’origine dei suoi parenti.
I nonni paterni di Scott erano originari di Siderno Marina ed emigrarono dalla Calabria negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento, come tanti altri.
Solo loro, però, consegnarono alla storia un geniale innovatore della musica afroamericana.




