• Home / RUBRICHE / Calabresi lontani da casa / Storie di calabresi lontani da casa – Teresa Gullace, madre-partigiana di Cittanova

    Storie di calabresi lontani da casa – Teresa Gullace, madre-partigiana di Cittanova

    gullace_teresa
    di Damiano Pratico’
    – La storia di Teresa Gullace è una storia di resistenza politica e di sacrificio contro la barbarie nazifascista.  Nata a Cittanova, Talotta – cognome da nubile – si trasferisce giovane a Roma.

    Qui incontra Girolamo, il quale diventa suo marito e le regala ben cinque figli. La Capitale, in tempo di guerra, era sotto occupazione nazista. Tempi duri e bui.

     

     

    Il 3 marzo 1944, le vite di Teresa e Girolamo vengono sconvolte. Dopo un’operazione di rastrellamento, Girolamo viene condotto in caserma presso l’81esimo corpo di fanteria in Viale Giulio Cesare; con lui ci sono molti altri sospettati di attività sovversiva da parte della polizia fascista. Sua moglie Teresa, insieme ad altre, si porta fuori dalla caserma per protestare e chiedere spiegazioni di fronte all’ennesimo gesto autoritario perpetrato nei loro confronti. Vedendo il marito aggrappato ad una grata, Teresa tenta di avvicinarsi – forse per donargli qualche vivanda o forse, più semplicemente, per scambiarci due parole e rincuorarlo – ignorando i divieti imposti dalle SS tedesche di non sostare nei pressi della caserma.
    Un soldato tedesco le esplode contro un colpo di pistola. Mortale. Stramazzata al suolo, Teresa si stringe subito il grembo: a 37 anni, era incinta del sesto figlio. La folla monta di rabbia. Carla Capponi, partigiana presente sul luogo del barbaro assassinio, estrae immediatamente una pistola puntandola contro l’uccisore tedesco. Viene immediatamente circondata ed arrestata.
    Altre donne partigiane, tra cui Laura Lombardo Radice, futura moglie di Pietro Ingrao, risistemano il corpo della Gullace sul selciato, allestendo una sorta di camera ardente in modo improvvisato. La popolazione viene invitata ad adagiare sulla strada, attorno al corpo, fiori per la compagna caduta. Teresa Gullace, donna calabrese assassinata con in grembo una seconda vita, era diventata il simbolo della libertà in terra romana.
    Nel 1945, la storia di Teresa Gullace ispira a Roberto Rossellini il personaggio di Pina, interpretato da Anna Magnani, nel film cult “Roma città aperta”. La scena centrale del film, infatti, rappresenta proprio l’uccisione di Pina/Teresa per mano nazista.
    A seguito della sua morte, molti gruppi partigiani vengono rinominati in suo nome ed onore.
    Solo tre settimane dopo – il 24 marzo 1944 – i nazisti compiranno, ancora a Roma, il più grande massacro di civili italiani durante l’occupazione: la strage delle Fosse Ardeatine, 335 civili italiani assassinati come atto di rappresaglia in seguito ad un attacco partigiano, avvenuto il giorno prima, contro truppe tedesche in via Rasella.
    Nel 1977, il presidente della Repubblica Giovanni Leone insignì Teresa Gullace della Medaglia d’oro al valor civile con la seguente motivazione: “Madre di cinque figli ed alle soglie di una nuova maternità, non esitava ad accorrere presso il marito imprigionato dai nazisti, nel nobile intento di portargli conforto e speranza. Mentre invocava con coraggiosa fermezza la liberazione del coniuge, veniva barbaramente uccisa da un soldato tedesco”.