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    Storie di calabresi lontani da casa – Raffaella De Marte, il guru del web del Presidente Schulz

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    di Clara Varano – Le menti calabresi, quelle speciali, quelle che vanno via perché in Calabria non riescono

    a trovare la giusta dimensione per emergere. È questa la storia di oggi. Negli anni la fuga dei calabresi si è trasformata e dalle gigantesche navi che conducevano lontano da casa, oltreoceano, dai treni notturni che percorrevano l’Italia intera e fermavano la loro corsa a Milano, Torino, il freddo della penisola, solo per avere l’opportunità di sopravvivere, si è approdati alle giovani promesse italiane, che per avere una opportunità di successo, dall’Italia devono, quasi nella maggior parte dei casi, obbligatoriamente scappare. Raffaella De Marte, 32 anni , è la responsabile della comunicazione del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. Italiana, sì, il nome ne caratterizza la provenienza, ma non tutti sanno che la Calabria le ha dato i natali, nonostante lei, alla prima occasione, lo sottolinei. Anche i genitori di Raffaella, Giovanna e Giuseppe, per opportunità lavorative, hanno lasciato la Calabria, quando lei era piccolissima, per trasferirsi a Milano.
    Raffaella De Marte, nasce l’11 Gennaio del 1980 a Tropea, da genitori reggini. “I miei genitori, pur provenendo dalla stessa città si sono conosciuti a Napoli pensa i casi della vita”. All’età di sei anni, con mamma e papà, arriva a Milano e la Calabria per lei diviene la meta delle tanto sognate vacanze, quelle che sanno di estate, di mare, di festa, di nonni. “Naturale che il ricordo più amato per me in Calabria sia rappresentato dagli affetti più cari come i miei nonni e il mare…quel mare che a Milano non riesci nemmeno a sognare, figuriamoci qui a Bruxelles!”.
    Studia al liceo classico e poi si iscrive alla Iulm quasi per sfida: “La scelta della facoltà per me fu proprio un andare controtendenza. La facoltà ‘facile’, mentre tutti si aspettavano che scegliessi altro. E invece…”. E invece, proprio la comunicazione l’ha portata da giovanissima a ricoprire dei ruoli primari. Per chi la sognava commercialista, ingegnere o chissà cos’altro, oggi deve “accontentarsi”, si fa per dire, di vederla  funzionario della Direzione generale della Comunicazione al Parlamento europeo. La testardaggine, quella “capa tosta” tipica della nostra terra l’ha proprio ereditata e l’ha portata lontano: “È uno degli aspetti del mio carattere che nelle cose importanti mi è di grande aiuto!”.
    Una vita frenetica con la valigia sempre pronta, per spostarsi da un posto all’altro, ma il cuore resta qui in Italia. “Ogni volta che torno a casa e poi riparto mi viene proprio il magone!”. Ha provato a lavorare in Italia, ma tutto le è sembrato impossibile ed è tornata dove i giovani hanno spazio e voce in capitolo.
    Approdata a Bruxelles, quasi per caso, per uno stage post lauream, c’è rimasta, nonostante il clima e nonostante il suo sogno fosse il Sudamerica. “Bruxelles, dove piove sempre, non somiglia per nulla alla mia idea di clima ideale, che è invece calabrese, però anche qui, con il mio fidanzato Julien, mi sono ritagliata uno spazio tutto calabro!”. Un orto. Un giardino dove, quando c’è da farlo, Raffaella “zappa”, non certo per coltivare pomodori o arance: “E no, le arance no, le mele…quelle sì, quelle crescono ovunque! (ride…)”.
    Solare e sempre sorridente, agli inizi, Raffaella si sentiva inadeguata al ruolo che ricopriva e questo l’ha spinta a studiare, ancora. Si addentra in quelli che sono i meccanismi della politica e associandoli alla comunicazione, assieme al suo team, porta l’Europa, nei social network, Twitter, Facebook, per far conoscere al mondo dei giovani, di cui è parte, il Parlamento europeo e renderlo meno lontano rispetto a quella che era la percezione che di questa istituzione si aveva, ed in certi casi ancora si ha, e c’è riuscita, ci sono riusciti. Oggi continua il dialogo tra i vertici del Parlamento europeo ed i giovani iscritti alle pagine dei social network, che superano i 650.000.
    La strada per Raffaella, nella vita professionale, è ancora lunghissima, ma lei, in cuor suo, ai corridoi che conducono alle stanze segrete del potere europeo, che percorre quotidianamente, preferirebbe tornare in Italia e lavorare nel settore del turismo, non istituzionalizzato. Sogno nel cassetto? “Lo sviluppo del turismo nel Sud Italia, vorrei portare un valore aggiunto alla mia terra!”. E magari, fra qualche anno, Raffaella, inseguendo il suo sogno, ripercorrerà a ritroso i passi delle sue origini e aprendo “le tapparelle del treno”, quello custodito nelle sue innocenti immagini, sarà ancora una volta accecata dal sole della sua Calabria, come i ricordi di bambina le raccontano.