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    Storie di calabresi lontani da casa – Salvatore Fazio, da Melito Porto Salvo al Bosone di Higgs

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    di Damiano Praticò – Guardava i programmi di Piero Angela in tv. E sognava. I suoi sogni, però, come in una bella favola, sono diventati realtà.

    Due settimane fa, il 27 gennaio, Salvatore Fazio, 34 anni, originario di Melito Porto Salvo, provincia di Reggio Calabria, è entrato nella classifica della “Top italian scientists”, la lista dei 100 migliori scienziati italiani – operanti sia in patria sia all’estero – stilata dalla Virtual Italian Accademy di Manchester.
    La classifica si compone in base al valore dell’indice di Hirsch, il quale misura la produzione scientifica di un ricercatore combinando il numero delle sue pubblicazioni con quello delle citazioni ottenute da parte di altri colleghi. Per entrare nella “Top italian scientists”, bisogna possedere un indice H superiore a 30.
    Fazio si è piazzato in modo egregio al 78esimo posto della classifica con un indice H pari a 36. C’è da tener presente, inoltre, che l’indice di Hirsch aumenta col passare del tempo grazie all’accumulo di nuove pubblicazioni e di ulteriori citazioni; ed il fisico reggino ha ancora solo 34 anni…
    Da ciò si può azzardare, in futuro, un accostamento dello scienziato calabrese a premi Nobel – come Carlo Rubbia, 58esimo con indice H pari a 56 – oppure fisici di altissima caratura come Antonino Zichichi, 52esimo con un indice H pari a 62.
    Il premio della VIA-Academy di Manchester, comunque, è solo l’ultimo in ordine temporale per Fazio. Nel dicembre dello scorso anno, infatti, egli è stato premiato al Brookhaven National Laboratory di New York per la migliore esposizione orale e per il miglior poster di risultati scientifici; un doppio premio, ottenuto solo da Fazio nell’occasione.
    Ma il miglior traguardo raggiunto nella sua breve e, allo stesso tempo, intensissima carriera è stato sicuramente uno: l’aver fatto parte, nel 2012, del pool di ricercatori autori della scoperta del Bosone di Higgs presso il CERN di Ginevra. Possiamo dire con orgoglio che un calabrese – perlopiù reggino – ha contribuito efficacemente al più importante risultato di fisica subnucleare degli ultimi decenni.
    Nella sua carriera, inoltre, Fazio, dopo essersi laureato ed aver conseguito il Dottorato di Ricerca presso l’Università della Calabria a Cosenza, ha partecipato a numerosi progetti di fisica subnucleare a livello internazionale: nell’ambito dell’esperimento ZEUS, ha lavorato presso l’acceleratore HERA ai laboratori DESY di Amburgo; inoltre ha prestato servizio presso il Joint Institute for Nuclear Research di Dubna (Mosca, Russia) e presso l’acceleratore LHC del laboratorio CERN di Ginevra, nell’ambito dell’esperimento ATLAS.
    Oggi il nostro conterraneo lavora presso il Brookhaven National Laboratory (BNL) di New York, dentro una task force governativa (EIC Science Task Force) impegnata nello studio, progettazione e costruzione di un futuro super acceleratore – costo complessivo un miliardo di dollari – commissionato dal governo statunitense. Obiettivo: osservare e studiare, nei dettagli più elementari, la materia di cui siamo costituiti al fine di produrre immagini tomografiche dei singoli protoni.
    34 anni, da Melito Porto Salvo: questo, dottor Fazio, è solo l’inizio.