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    Storie di calabresi lontani da casa – Vincenzo Musolino, l’attore-pescatore di Benestare

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    di Damiano Praticò – Era un semplice ed umile pescatore quando Renato Castellani lo scelse per interpretare il ruolo di Antonio Catalano nel film del 1951 ‘Due soldi di speranza’.

    Vincenzo Musolino era nato a Benestare, piccolo paese della Provincia di Reggio Calabria, il 9 maggio 1930. Per uno scherzo del destino, 39 anni dopo, la sua breve vita si sarebbe conclusa proprio il giorno del suo compleanno, lontano da casa, a Roma. Era il 1969.
    Nato nella Contrada Canale di Benestare da padre originario del paese e madre proveniente da un altro piccolo centro della Provincia, “Cecè” si trasferì da piccolo a Reggio Calabria, in città, affinché intraprendesse insieme al padre il mestiere di pescatore in riva allo Stretto. ‘Lucifero’ era il soprannome di suo padre: a Benestare, infatti, si credeva che egli avesse particolari doti comunicative tali da farlo colloquiare addirittura con Satana.
    Fu proprio a Reggio Calabria che Vincenzo, poco più che diciottenne, venne notato dal regista Renato Castellani. Musolino possedeva, infatti, una rara bellezza: alto, vigoroso, capelli folti ed ondulati, lunghi baffi. Il suo portamento atletico carpì subito l’attenzione del cineasta. Il giovane benestarese venne improvvisamente catapultato sul grande schermo – era il 1951 – direttamente dal fondo di una barca e dai banchi di un pescivendolo. Questa pazza alchimia, però, ebbe un successo straordinario: ‘Due soldi di speranza’ fu accolto in modo entusiasta dalla critica. La pellicola, inserita nel solco del cinema italiano neorealista, inaugurò una nuova sottocategoria del genere: il ‘neorealismo rosa’. Nel 1952 il film fu selezionato per partecipare al Festival di Cannes. Fu un tripudio di gloria: primo premio, il Grand Prix – la Palma d’Oro sarebbe stata introdotta tre anni dopo – ex aequo con ‘Otello’, film di un certo signore chiamato Orson Welles.
    In seguito, Musolino partecipò ad altri film con ruoli di carattere secondario, ma diretto da registi di fama internazionale come Pietro Germi (Gelosia, 1952) e addirittura Vittorio De Sica, con il quale Musolino lavorò nel capolavoro del 1960 ‘La ciociara’, a fianco di Sophia Loren.
    Diresse, poco prima di morire, due pellicole: ‘Chiedi perdono a Dio…non a me’ (1968) ed il suo ultimo lavoro, ‘Quintana’, uscito nei cinema all’inizio del 1969. In entrambi, Musolino si firmò con lo pseudonimo di Glenn Vincent Davis.
    La sua uscita di scena avvenne, come già detto, il giorno del suo compleanno. Una perdita prematura, a soli 39 anni.
    Dopo la prima apparizione in ‘Due soldi di speranza’, c’è da dire, non gli vennero più offerte molte occasioni per dimostrare il suo estro interpretativo in un ruolo di primo piano. Nonostante questo, la sua Calabria ed il suo paesino, Benestare, lo ricordano orgogliosamente come un grande personaggio capace di dare lustro nel lavoro alla terra che lo ha felicemente accolto.