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    Storie di calabresi lontani da casa – Steven Seagal, ‘’il calabrese picchiaduro’’

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    di Damiano Praticò – Chiunque abbia visto un suo film o magari incrociato casualmente una scena di qualche sua pellicola in televisione avrà di certo notato determinate caratteristiche

    nel suo, diciamo, “modo di fare”: sguardo glaciale da duro, mani sempre pronte ad andar giù forte col malcapitato – si fa per dire – di turno, immancabile codino.
    E’ il profilo cinematografico di Steven Seagal, il re delle arti marziali hollywoodiane.
    Ebbene, signore e signori, questo ‘galantuomo’ – rullo di tamburi – ‘tiene’ cuore calabrese. La madre del ‘picchiatore’ – sempre dalla parte del bene, ovvio – è Patrizia Bitonti, infermiera, nata a San Giovanni in Fiore, provincia di Cosenza, nel 1930 ed emigrata nella lontana America con la famiglia. Lì incontrò Samuel Steven Seagal, padre dell’attore specializzato in cazzotti.
    Specializzato ben bene. Nato a Lasing, stato del Michigan, il 10 aprile 1952, Steven Seagal divenne famoso sul grande schermo negli anni Ottanta: di certo, non per il suo carisma da Clark Gable, ma semplicemente per la sua straordinaria abilità nelle arti marziali, tanto da possedere la cintura nera Settimo Dan di Aikido, disciplina giapponese. Dopo essersi trasferiti dal Michigan alla California quando il piccolo Steven aveva cinque anni, i genitori lo iscrissero ad un corso di arti marziali. Aveva ancora sette anni.
    Fu la scelta più azzeccata: Steven vinse diverse cinture e nel 1971, dopo aver completato gli studi universitari, si trasferì in Giappone con la sua fidanzata, poi moglie. Fu il primo straniero a gestire un luogo di allenamento originale in Giappone: un ‘dojo’.
    Tornò negli Stati Uniti all’inizio degli Anni Ottanta aprendo una scuola di Aikido. Qui iniziò la sua avventura cinematografica, dapprima come coordinatore per le arti marziali dietro le quinte, successivamente come vero e proprio attore. Il primo film fu ‘Nico’ nel 1988, a cui seguirono altre pellicole d’azione amate dal pubblico. Ma la vera svolta si ebbe con ‘Trappola in alto mare’ (1992) che incassò ai botteghini la grossa cifra di 156 milioni di dollari, a cui seguì tre anni dopo ‘Trappola sulle Montagne Rocciose’. L’etichetta di attore d’azione gli si incollò addosso e non fu sempre positivo. I tentativi di scrollarsela via furono vani, anche perché le abilità interpretative erano poco rispetto a quelle tecniche.
    Steven Seagal è, fin dai primi anni del suo successo, impegnato nelle battaglie ambientaliste: collabora, infatti, con la Peta. Inoltre è di fede buddista, devoto al Dalai Lama. Oggi vive in Louisiana dove lavora – guarda un po’ – come vicesceriffo per la comunità di Jefferson Parish. Hollywood, però, non lo ha abbandonato. Conoscendo le sue maniere, infatti, Steven avrebbe potuto arrabbiarsi.