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    Viaggio tra i diplomatici calabresi nel mondo: Michele Valensise

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    Comincia il nostro viaggio tra i numerosi Calabresi che occupano posti di prestigio e responsabilità nel panorama diplomatico internazionale:

    Michele Valensise*, Ambasciatore d’Italia a Berlino

    1.    Ambasciatore d’Italia a Berlino. Anche a un diplomatico di carriera e con una notevole esperienza come lei in qualche modo fa ancora effetto questo ruolo? Il peso della storia?
    Certo, il peso della storia qui a Berlino è notevole, si avverte dovunque. E la Germania ha dimostrato grande coraggio e capacità nel fare i conti con la propria storia.

    2.    Non sono casi isolati i calabresi che ricoprono ruoli di vertice nel panorama diplomatico. E’ un caso?
    Non credo che sia un caso. Fa parte piuttosto di una bella tradizione di impegno di tanti calabresi al servizio dello Stato.

    3.    Strill.it, fin dalla sua esistenza, si è messa in testa di realizzare una vera e propria rete che unisca prima virtualmente e poi di fatto i milioni di calabresi di prima, seconda, terza o quarta generazione che sono sparsi in giro per il mondo, partendo dall’assunto che un calabrese resta sempre un calabrese, ovunque si trovi. E’un’idea folle secondo lei?
    No, è un’idea giusta, fondata sul fatto che per noi calabresi le radici familiari, sociali e locali sono sempre molto profonde, anche quando viviamo a migliaia di chilometri di distanza.

    4.    Tra le sue molteplici esperienze le ultime due la hanno portata in Brasile e Germania, due terre a forte tasso di presenza di calabresi. E’ possibile un parallelismo tra l’emigrazione verso il Brasile (e comunque il Sud America) e quella verso il centro Europa (nel caso di specie la Germania)?
    L’elemento comune è stato per moltissimi la ricerca di condizioni migliori di lavoro e di vita. In Brasile l’emigrazione è stata più “definitiva”, mentre in Germania storicamente abbiamo avuto una cospicua fascia di emigrazione “stagionale” o meno stabile o comunque più attratta dalla prospettiva di ritorno in Italia.

    5.    A oltre 60 anni dall’ondata migratoria degli anni 50 cosa rappresenta per la Germania la comunità calabrese?
    Una comunità di persone laboriose, tenaci, affidabili che si sono generalmente ben integrate in questo grande Paese senza dimenticare le proprie origini.

    6.    Come si trova a Berlino? Quanto la città rappresenta, in qualche modo, il fulcro dell’attività culturale dell’Europa?
    È una città organizzata e piacevole. La qualità generale di vita è alta. I servizi pubblici sono efficienti. Negli ultimi anni poi abbiamo assistito ad una interessante crescita culturale della città che la rende ancora più attraente, in particolare per i giovani.

    7.    Nell’Europa unita ma frantumata dalle spinte e controspinte delle diverse velocità delle economie dei singoli Stati e, conseguentemente, dalle diverse condizioni sociali che peso ha, oggi, l’attività diplomatica?
    Ha un peso considerevole. In un mondo e in un’Europa sempre più interdipendenti c’è un crescente bisogno di dialogo e di cooperazione internazionale ed europea. La diplomazia è uno strumento essenziale per promuovere giorno per giorno, spesso dietro le quinte, questo dialogo.

    8.    Partire da Polistena per arrivare sul tetto del mondo o giù di lì non è cosa per tutti. Lo ha sempre avuto ben chiaro questo obiettivo?
    Bè, più che stare sul tetto del mondo, come dice Lei, mi è sempre sembrato importante restare con i piedi per terra! Comunque amo il mio lavoro e cerco di svolgerlo al meglio delle mie capacità.

    9.    Crede che la Calabria – e più in generale l’Italia – possa giovarsi maggiormente del contributo, in tutti i modi possibili, dei “Calabresi lontani da casa”, come recita la collana “Fare fortuna” edita da Urbabooks?
    Sicuramente, anche perché le tante storie ed esperienze dei calabresi nel mondo potranno arricchire le conoscenze dei nostri corregionali in Patria e renderli anche orgogliosi, a giusto titolo, dell’opera di quanti – dopo aver dovuto abbandonare la Calabria in anni lontani – oggi rappresentano una risorsa importante per la nostra Regione e il nostro Paese.  1 – continua

     

    *Nato a Polistena (RC) il 3 aprile 1952, si laurea in giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1974 ed entra in carriera diplomatica nel 1975.   Al Ministero è destinato alla Direzione generale degli affari economici, dove segue in particolare l’attività degli organismi multilaterali. Nel 1978 è all’Ambasciata d’Italia a Brasilia, con funzioni nel settore stampa ed economico. Nel 1981 è trasferito all’Ambasciata d’Italia a Bonn, dove presta servizio alla cancelleria politica con competenze sulle questioni di politica interna e di cooperazione politica europea. Dal 1984 al 1987, durante la guerra civile libanese, è Consigliere all’Ambasciata d’Italia a Beirut, con funzioni vicarie del Capo missione. Rientrato a Roma, dal 1987 al 1991 è Capo della Segreteria del Sottosegretario agli Esteri. Dal 1991 al 1997, come Primo Consigliere alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea a Bruxelles è responsabile del settore delle relazioni della Comunità con i paesi dell’area mediterranea e balcanica. Assicura inoltre la presidenza dei gruppi di lavoro nel corso della presidenza italiana dell’Unione europea nel 1996. All’inizio del 1997 è trasferito a Sarajevo in qualità di Ambasciatore d’Italia in Bosnia Erzegovina, all’indomani dell’apertura dell’Ambasciata, subito dopo la cessazione delle ostilità e il dispiegamento in Bosnia Erzegovina della Forza militare di stabilizzazione e, in questo ambito, del contingente italiano. Di nuovo a Roma nel 1999 è responsabile, al Gabinetto del Ministro, dell’Ufficio per i rapporti con il Parlamento e poi capo di Gabinetto del Ministro degli Affari Esteri. Dal settembre 2001 al novembre 2004 ricopre l’incarico di capo del Servizio stampa e informazione del Ministero e di portavoce del Ministro degli Esteri. Da novembre 2004 è Ambasciatore d’Italia in Brasile. A gennaio 2009 è stato promosso al grado di Ambasciatore. Da luglio 2009 è Ambasciatore d’Italia in Germania. E’ sposato con Elena Di Giovanni e ha due figlie. Oltre alla lingua madre, parla tedesco, inglese, francese e portoghese.