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Acque di vegetazione olearie. Presentato a Nocera Terinese il progetto dell’azienda Fangiano

25 Aprile 2015
in RUBRICHE, StrillEat
Tempo di lettura: 3 minuti
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Acque di vegetazione olearie. Presentato a Nocera Terinese il progetto dell’azienda Fangiano

Ecco la Calabria che funziona. Entusiasti del progetto ricercatori ed universitari di tutto il Paese

C’è un metodo innovativo che può trasformare un problema in una risorsa. Le acque di vegetazione olearie, attraverso un processo di estrazione, sperimentato in Calabria per la prima volta presso l’Azienda Agricola Fangiano, producono polifenoli, sostanze antiossidanti di grande pregio, che possono essere utilizzati in diversi comparti produttivi.

I risultati di questa ricerca, condotta dalla Techfem Spa, società di ingegneria delle marche con sede operativa anche in Calabria a Lamezia Terme, sono stati illustrati – alla presenza di operatori del settore, ricercatori, universitari e giornalisti – in un workshop che ha suscitato grande interesse ed entusiasmo. Lo scenario dell’evento è stato l’azienda Fangiano, a Nocera Terinese, dove sono convenuti docenti delle Università di Catanzaro, Cosenza e Firenze, i rappresentanti del maggior gruppo commerciale di oli tra cui il marchio Dante, industriali di aziende che esportano estratti di bergamotto in molti Paesi esteri e numerosi agronomi e ricercatori regionali del settore da tutta Italia. Un evento dal grande valore formativo, tanto da far decidere l’ordine degli agronomi, di riconoscere ai suoi iscritti crediti formativi per la giornata.

Ciò che ancora oggi viene considerato un refluo inquinante dopo questa sperimentazione può essere visto come una materia prima da cui trarre prodotti pregiati per la nutraceutica, cibi e bevande funzionali, tanto quanto per la cosmetica.

Nel corso del workshop – durato per tutta la giornata di ieri – sono stati presentati gli impianti con i quali è stata svolta la sperimentazione ed in seguito la produzione degli estratti, la loro concentrazione spinta fino alla standardizzazione recepita dal mercato. Ad illustrare l’impiantistica è stato l’ingegnere Francesco Ferrini che ha approfondito le caratteristiche dei macchinari curati dalla Techfem che hanno realizzato un impianto compatto e completamente automatizzato. Marco Ferrini, agronomo e titolare dell’Azienda Agricola Fangiano anche conosciuto con il brand Calabrialcubo, ha puntualizzato che la qualità dei polifenoli nasce dal campo puntando sulla coltivazione biologica evitando di utilizzare prodotti chimici che, essendo fortemente idrosolubili, finiscono facilmente nelle acque di vegetazione, così come dalla raccolta anticipata evitando che le molecole antiossidanti contenute nelle drupe subiscano con la maturazione spinta e quindi un decadimento, lavorando nelle 12 ore il raccolto proteggendo olio ed acque sin dalla separazione nel decanter con un blanketing di azoto per evitare il contatto con l’aria e quindi con l’ossigeno.

Dopo la visita all’impianto il gruppo dei partecipanti ha ascoltato le relazioni del professor Girolamo Giordano (Diatic di Unical) il quale ha presentato alla platea un metodo di analisi speditivo che consente agli operatori dell’impianto di estrazione di quantificare in situ, con un indicatore globale, il potere antiossidante degli estratti, garantendo una gestione più accurata e ben prima della caratterizzazione dei prodotti eseguita rigorosamente in laboratori universitari.

La professoressa Nadia Mulinacci (Università di Firenze) ha trattato le caratterizzazioni analitiche dei diversi campioni estratti, forniti dall’Azienda Fangiano, realizzate nel suo laboratorio dell’istituto CeRA con le strumentazioni più avanzate evidenziando l’elevata presenza di composti nobili tra cui l’idrossitirosolo, molecola di piccole dimensione e molto attiva come capacità antiossidante. Ha poi tracciato un profilo di corrispondenza tra le analisi di caratterizzazione da laboratorio e le analisi speditive di campo, completando con dati di rispondenza il lavoro del prof Giordano.

Il dirigente del servizio di ricerca della Regione Calabria, Menotti Lucchetta, ha invece sottolineato l’evidente positività del sostegno dato a questa ricerca e sperimentazione ed ha illustrato le difficoltà organizzative che l’apparato regionale sta attraversando a causa della vischiosità che le regole comunitarie e regionali stesse impongono ai gestori delle misure finanziate, illustrando, inoltre, le opportunità che potranno derivare dalla pubblicazione dei nuovi bandi comunitari.

E’ stata Sonia Bonacci a presentare il lavoro del centro IRC FSC dell’università di Catanzaro UMG, impostato dal professor Antonio Procopio, riguardante l’identificazione delle molecole bioattive presenti nei campioni estratti valutandone la funzionalità nel campo nutraceutico e verso particolari patologie. Un orizzonte veramente importante che si apre sul campo farmaceutico.

I ricercatori dei laboratori della maggiore azienda commerciale di olii del Paese, estesa al mercato internazionale e che ha riportato sotto il controllo Italiano un marchio storico come l’olio Dante, hanno portato le prospettive di mercato per l’utilizzo dei polifenoli nell’ambito di prodotti affini al loro target: salse e dressing.

Sempre sugli stessi campioni estratti dall’Azienda Fangiano hanno fatto dei test funzionali a varie concentrazioni su: dressing per insalate, creme dolci e ketchup raccogliendo sensazioni molto positive dai panel di assaggiatori. E’ seguito un dibattito sul riconoscimento di “ingrediente funzionale” di questi polifenoli da parte degli enti di tutela alimentare, aspetto al momento non normato in quanto il prodotto non è ancora disponibile sul mercato.

I partecipanti al workshop hanno ricevuto in omaggio un campione di polifenoli estratti e ridotti in polvere ed una crema idratante prodotta sperimentalmente per l’occasione dalla ditta Ismeg S.r.l. di Crotone, commercialmente nota con il marchio Frais Monde, con una formulazione che includeva le stesse polveri di polifenoli prodotte dall’Azienda Agricola Fangiano.

Tags: Fangianooleariaprogettosperimento
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