di Domenico Grillone –
A presentare l’iniziativa il Presidente dell’Ente Parco Bombino, insieme al vicedirettore del Dipartimento ARTE Alberto De Capua, dal direttore generale dell’Università Marcello Zimbone e dalla professoressa Flavia Martinelli, coordinatore scientifico della ricerca ECOGOV.
Approvato il regolamento, primo in Italia, del Parco Nazionale d’Aspromonte. Una buona notizia, ancor più se data alla vigilia del 1° Workshop internazionale su “Ecoturismo e Governance. Tecnologie per la gestione sostenibile delle risorse turistico-ambientali nel territorio del parco dell’Aspromonte”, promosso dallo stesso Ente Parco e dal Dipartimento ARTE dell’Università Mediterranea, in collaborazione con la Ong “Ecotrans”, Rete europea per uno sviluppo turistico sostenibile di Saarbrucken (Germania). L’evento si terrà nei giorni 24 e 25 settembre nell’aula Quistelli dell’Università Mediterranea. Ma la cosa più interessante è che il workshop è nato grazie alla ricerca della dottoressa Sabrina Vecchio Ruggeri che, dopo aver vinto una borsa Post-dottorato finanziata dalla Regione Calabria nell’ambito del Por – Fse 2007-13, ha promosso questo evento nell’ambito della convenzione allo scopo firmata tra Ente Parco e Dipartimento Architettura e Territorio dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, coinvolgendo la ECOTRANS, una Ong specializzata nella definizione di metodologie per l’attuazione di pratiche turistiche ecosostenibili e per la certificazione di qualità ecoturistica a livello europeo, presso la quale la dottoressa Vecchio Ruggeri ha già svolto un periodo di studio. Beneficiaria dell’assegno di ricerca ECO-GOV (Ecoturismo e governance) la dottoressa Vecchio Ruggeri, decisamente in controtendenza rispetto alla cosiddetta “fuga dei cervelli”, dopo 18 mesi d’esperienza maturata a Saarbrucken in Germania, presso la ECOTRANS, ha deciso di tornare in Italia e di promuovere questo workshop con il Dipartimento ArTe e con l’Ente Parco, proprio perché in linea con la nuova programmazione strategica del Parco e per poter contribuire all’avvio di un percorso condiviso per favorire e promuovere un turismo più sostenibile all’intero del Parco Nazionale dell’Aspromonte. “L’esperienza all’estero – ha spiegato la dottoressa Vecchio Ruggeri nel corso della conferenza stampa svoltasi all’Università Mediterranea per presentare il primo workshop internazionale su Ecoturismo e Governance – mi ha permesso di trasferire una parte di know how acquisito soprattutto sugli strumenti di certificazione turistica sostenibile che stanno alla base di un turismo di qualità. Un turismo di qualità – continua la ricercatrice – legato alle logiche dell’ecoturismo e, quindi, della volontà di coniugare le istanze del territorio, delle comunità locali e quelle dei visitatori, mitigando gli impatti negativi generati dal turismo e rispettando maggiormente la naturalità dei luoghi, il paesaggio e le risorse storico-culturali, garantendo allo stesso tempo lo sviluppo di attività economiche locali. Attraverso, infatti, il potenziamento e la riconoscibilità di una offerta integrata di qualità che sia ‘certificata’ – sottolinea Vecchio Ruggeri – si può tentare di mettere in rete attività e servizi che, sotto uno stesso ombrello, quello della sostenibilità, soddisfino requisiti e criteri per garantire il rispetto e la tutela dell’ambiente e l’elevata qualità dell’offerta turistica”. Ed ecco, quindi, l’importanza workshop “tassello fondamentale per la costruzione del mosaico della sostenibilità turistica aspromontana, volto a fornire un contributo di idee, con il coinvolgimento della comunità, per lo sviluppo turistico sostenibile del territorio”.
Tappa fondamentale dell’evento sarà la sottoscrizione della dichiarazione “Aspromonte 2020”, un protocollo di intenti per favorire e promuovere un turismo sostenibile nell’area, tenendo presente il forte legame tra qualità e sostenibilità, orientando la destinazione “Parco Nazionale dell’Aspromonte” ad essere più sostenibile nel trovare quel giusto equilibrio tra le istanze del territorio, delle comunità locali e quelle dei visitatori, mitigando gli impatti negativi generati dal turismo.
Un’idea, quella del primo workshop internazionale, sposata subito dall’Università Mediterranea e dallo stesso presidente del Parco, Giuseppe Bombino. Per il quale c’è bisogno adesso di “un vero e proprio patto di alleanza tra i vari tra i vari attori coinvolti nello sviluppo del Parco affinché ci si riconosca in esso con la più alta dignità e senso di appartenenza, in questo momento un po’ smarrito”. E sul progetto messo in atto dalla dottoressa Vecchio Ruggeri non ha dubbi. “Si tratta di un percorso qualificato che vuole lasciare una traccia sul territorio ed è per questo che allarga il proprio raggio d’azione su strutture estere più evolute e mature in questo campo, sia agli attori locali che dovranno necessariamente spingere su questo ingranaggio che noi oggi cerchiamo di mettere in moto”.
Parole di elogio sono giunte dal vicedirettore del Dipartimento ARTE Alberto De Capua, dal direttore generale dell’Università Marcello Zimbone e dalla professoressa Flavia Martinelli, coordinatore scientifico della ricerca ECOGOV, per la quale “uno sviluppo sostenibile comporta non solo la sostenibilità ambientale (uno sviluppo che salvaguardi le risorse naturali e l’ambiente), ma anche la sostenibilità sociale (uno sviluppo che sia equo e non escluda parti di società) e la sostenibilità economica (attività che si sostengano nel tempo, producendo benefici per le comunità locali)”. “Questo è particolarmente vero nel caso del turismo – ha evidenziato la coordinatrice – settore di attività economica a forte radicamento territoriale e a forte consumo di risorse ambientali. Una strategia di sviluppo turistico sostenibile deve dunque necessariamente coniugare le tre dimensioni e il concetto chiave per farlo è la governance, parola di origine anglo-sassone molto alla moda. Significa che la gestione delle attività non è assicurata solo dal government (governo nel senso dello stato), e nemmeno solo dal business (imprese orientate al profitto), bensì da una pluralità di soggetti, che includono le istituzioni dello stato, gli operatori privati, le associazioni, la società civile. Significa dunque una gestione allargata e partecipata delle cose. Questo modo di governare si sta rivelando indispensabile nel caso dei parchi naturali, specie quelli che ospitano attività antropiche”.
Altri interventi sono giunti dal presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, dal direttore del Parco d’Aspromonte, Tommaso Tedesco, e da Domenico Cappellano, Console del Touring Club italiano per la città di Reggio.





