Pubbliredazionale – Secondo una recente indagine condotta dall’ufficio studi dell’associazione Federconsumatori, gli Atenei che costano meno come tasse universitarie sono quelli ubicati nel Sud dell’Italia. Tuttavia la spesa che bisogna sostenere per la gestione dei costi collegati a tasse ed acquisto dei libri, in media rimane di poco al disotto della soglia dei 2 mila euro annui. A queste spese bisogna aggiungere poi que lle legate all’alloggio per gli studenti fuori sede. Per cui sono molte le famiglie che, per permettere ai propri figli di proseguire gli studi, accede ai prestiti, soprattutto alla cessione del quinto (entra su http://www.zonaprestiti.com/quinto.htm e scoprine le caratteristiche), così da “programmare” l’esborso per la durata del piano di studi scelto.
Alcune voci di spesa non possono essere migliorate, mentre per altre si può usufruire di servizi molto utili ed ancora poco usati, come il prestito libri, che ancora non tutte le Università italiane sono organizzate ad offrire. Un problema che non colpisce le Università della Calabria, dove il prestito libri è ben organizzato, e prevede delle modalità di rinnovo, oltre che di “concessione”, molto veloci, grazie ad una gestione possibile anche quasi interamente online, o tramite gli sportelli automatici di cui sono state dotate le biblioteche delle aree di studi tecnico-scientifiche. Infatti per accedere al servizio basta munirsi della tessera “studente” (in alcuni casi richiedibile anche online).
Un altro vantaggio è dato inoltre dalla possibilità di poter ottenere l’uso del libro per tempi più lunghi rispetto al passato, oltre che poter procedere alle richieste di rinnovo. Per situazioni particolari si può anche procedere ad un prestito personalizzato, ovvero con la definizione de i tempi di uso e di restituzione dei libri in prestito, definita ad personam, così da andare incontro alla maggior parte degli studenti e delle specifiche necessità. In un momento in cui lo studio sembra essere diventato sempre di più un lusso destinato a una fetta via via minore di giovani, questa rappresenta una iniziativa da sfruttare (soprattutto considerato che non costa nulla), così da destinare parte dei fondi per lo studio su altre necessità.





