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    Horcynus Festival Reggio Calabria, Fanfara Station in concerto ad Ecolandia martedì 8 settembre

    Un dance party dal vivo con tre musicisti, Marzouk Mejri (voce, percussioni, fiati, loop), Charles Ferris (tromba, trombone e loop) e Ghiaccioli e Branzini, al secolo Marco Dalmasso, elettronica e programming. Sonorità e ritmi, canti e lingue intrecciati da due loop station, una vasta gamma di beats contemporanei e una inedita varietà di strumenti: percussioni scascika, tar, bendir, darbuka, tabla e tromba, trombone, clarinetto e tre fiati tunisini (nay, mizued e ocra).

     

    Si preannuncia un concerto coinvolgente quello di Fanfara Station, in programma martedì 8 settembre alle ore 21:30, nell’ambito dell’Horcynus Festival Reggio Calabria, al parco di Ecolandia di Arghillà, con musica d’autore e improvvisazione, tanto ritmo per ballare e anche melodie per emozionarsi. Non mancheranno, infatti, le originali evocazioni del Maluf, musica tunisina che richiama la tradizione arabo-andalusa frutto, come la lingua del Maghreb, di una intensa eterogeneità che diventa unicità. Tante anime – araba, turca, francese, spagnola, italiana – abitano questa musica e sono tutte anime mediterranee.

     

    A contaminare musicalità ed esperienze contribuirà anche il talentuoso organettista reggino, Piero Crucitti che, sul palco per alcuni brani, intreccerà i suoni di flauto armonico, organetto a 8 bassi e doppio flauto, estratti dal suo set di strumenti tradizionali calabresi, con il ritmo e le creazioni musicali di Fanfara Station.

    Un mix di grande impatto che certamente coinvolgerà il pubblico in una intensa esperienza di contaminazione.

     

    Il trio, che ha già inciso l’album “Tebourba” e che prestò ne pubblicherà un’altro, è composto da Marzouk Mejri, cantautore e polistrumentista tunisino, figlio d’arte, considerato uno dei migliori percussionisti sulla scena italiana, Charles Ferris trombettista statunitense caratterizzato da uno stile eclettico e dalla sperimentazione performativa di diversi generi, e Marco Dalmasso, in arte Ghiaccioli e Branzini, dj e produttore torinese residente a Firenze che ha viaggiato tra i generi, partendo dall’elettronica e contaminandola con blues, jazz e folk.

     

    Lo scorso anno il trio ha vinto il 12° Premio Andrea Parodi, l’unico contest in Italia riservato alla World Music, aggiudicandosi anche il premio della Critica e quello per il Migliore Arrangiamento.

     

    Lo sguardo al Domani – in lingua araba Ghadaan – proposto in questa occasione da Horcynus Festival Reggio Calabria, sarà dunque immerso nella fusione delle sonorità di orchestre di fiati ed  elettronica con i ritmi balcanici e i canti dell’epopea della diaspora africana e dei popoli che da sempre fluttuano tra il Medio Oriente il Maghreb, l’Europa e le Americhe. Questa fusione rappresenta il fulcro della poetica musicale di Fanfara Station.

     

    In linea con la triplice e ormai consolidata articolazione incentrata su ricerca, sperimentazione e visione didattica e laboratorialeHorcynus Educational Festival rivolta agli studenti e Horcynus Lab Festival, che i prossimi 21-22-23 settembre a Capo Peloro a Messina promuoverà dei seminari internazionali con intellettuali provenienti da tutto il mondoHorcynus Festival si pone ancora un volta come piattaforma di analisi, indagine e incontro e non come mero contenitore di eventi.

     

    Nel pieno rispetto delle norme antiCovid, che garantiscono sicurezza al pubblico, prosegue Horcynus Festival Reggio Calabria, grazie all’impegno della Fondazione Horcynus Orca e della direzione artistica di Franco Jannuzzi per il Cinema, Massimo Barilla per il Teatro, Giacomo Farina e Luigi Polimeni per la Musica, al cofinanziamento della Regione Calabria e al patrocinio del Comune di Reggio Calabria.

     

     

    Fanfara Station

     

             Marzouk Mejri è un cantautore e musicista tunisino, considerato uno dei più grandi percussionisti residenti in Italia. È nato a Tebourba, a circa 30 km dalla capitale Tunisi, in una famiglia di musicisti; suo padre era un famoso suonatore di rullante oltre che di darbouka. Da 22 anni vive in Italia, a Napoli, dove ha collaborato con numerosi illustri musicisti: Daniele Sepe, James Senese, Eduardo De Crescenzo, 99 Posse, Peppe Barra e molti altri. Da più di 10 anni è il leader del gruppo Marzouk Ensamble e di numerosi altri progetti a lui collegati. Nel 2006 ha inciso il suo primo CD “Genina”. Parallelamente al lavoro di musicista, Marzouk è leader di un presidio Slow Food in Tebourba, Tunisia, dove aiuta a sostenere un tradizionale cous cous di grano antico lavorato a mano.
    Charles Ferris, californiano di San Francisco, trombettista ed etnomusicologo, arriva a Napoli come borsista Fulbright con una ricerca sulle tradizioni e i canti della Campania. A San Francisco ha suonato con i Japonize Elephants, l’orchestra di salsa Quimbombo e ha fondato i Four Flea Circus. In Italia dal 2006, ha collaborato con: Sineterra, La Mescla, ‘E Zezi, Lisa Mezzacappa, Marcello Giannini, Ajar, Jewlia Eisenberg, Francesco Forni, Insula Dulcamara, Flo, Maxmaber Orkestar, The Enthusiastics, Joseph Martone, il collettivo napoletano di musica improvvisata Crossroads Improring.

    Marco Dalmasso, in arte Ghiaccioli e Branzini, è un Dj e Producer di Torino. Vive a Firenze. Negli anni ha affinato un suo stile inconfondibile, contaminando la musica elettronica con il Blues, al Jazz e la musica folk. Tra le Release del 2015 segnaliamo quella con la Prison Entertainment (Uk) con il brano “Gandy Dancer“, presentato al Miami Winter Conference, e il remix per Peppe Voltarelli “Sciakatan”, uscito con l’etichetta newyorkése Musicadesso di Mark Gartenberg.

     

    Guest

            

             Piero Crucitti fa parte dell’associazione culturale Conservatorio Grecanico di Cataforio (RC) che dal 1991 promuove attività di ricerca sulla musica e la tradizione aspromontana e organizza annualmente stage itineranti sulla musica e la danza della zona grecanica di Calabria (U’Stegg!).

    Talentuoso organettista innamorato della musica popolare, è anche fine musicista e compositore moderno. Accosta agli strumenti tradizionali calabresi, il suo primo e più grande amore, anche quelli acustici ed elettronici.

    Cresciuto sulle colline di Cataforio, oggi è noto anche a Cannes grazie al suo talento e alla consolidata e antica collaborazione con la regista toscana, Alice Rohrwacher, il cui primo lungometraggio “Corpo Celeste” (2011) è stato girato proprio a Reggio Calabria. I film da lei diretti, ai quali Piero Crucitti ha collaborato per la parte musicale, hanno sempre ricevuto prestigiosi riconoscimenti.

    L’esperienza musicale di Piero Crucitti nel cinema si pregia anche della  collaborazione con la regista reggina Sophia Luvarà nel documentario “Parola d’onore” (2020).

    Preferisce far ballare la gente – e più di ogni altra cosa va fiero di averne fatta ballare tanta – suonarci in mezzo, piuttosto che occupare il palcoscenico. Questa sua passione lo ha portato ancora in Francia dove, con Helene Bissieres, promuove stage e suona l’organetto.

    Adesso vive in Umbria, in campagna, ma resta molto legato alle sue radici calabresi.