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Gli obiettivi dell’ITIS “Conte Milano” di Polistena – Formare cittadini responsabili

Formare cittadini responsabili, capaci di conoscere la realtà e utilizzare il loro talento. Gli obiettivi dell’ITIS “Conte Milano” di Polistena si aggiornano, si adattano ai tempi mutevoli ma con l’ossatura tipica delle scuole di frontiera. Crescita umana e formazione vanno di pari passo in una scuola che lo scorso anno scolastico è stata premiata dalle famiglie con un nuovo record di iscrizioni. Il dirigente, Franco Mileto, invita, come sempre, a tenere i piedi per terra, non commentando il risultato solo con la logica dei numeri. «Le famiglie hanno continuato a investire sulla nostra scuola

 

– ha chiarito il preside – e per noi deve essere motivo di maggiore impegno, non di vanto. Ricordo sempre a tutti che non c’è miglior attestato di stima, da parte di un genitore, che affidare ad una scuola la cura del proprio figlio. Per noi è prima di tutto una grande responsabilità».

La Comunità scolastica cresce di pari passo con un’offerta formativa solida e molto ambiziosa. «La scuola non è un prodotto da mettere in vetrina – ha proseguito il preside Mileto – ma un universo in cammino. Siamo pronti ad offrire ai nostri ragazzi un mix di didattica curriculare e strumenti nuovi, progetti che li facciano crescere attraverso il confronto e l’esperienza. La nostra ambizione

 

  • quella di accompagnarli in una crescita complessiva, perché sappiano utilizzare gli strumenti che questa realtà offre loro. Che li usino bene, perché da come questi ragazzi agiranno dipenderà il futuro delle nostre realtà». Una scuola in movimento non ha solo il volto di chi dirige, ma soprattutto quelli freschi di chi siede tra i banchi e costruisce giorno dopo giorno il proprio curriculum di studente e cittadino attivo. Quattro “veterani”, pronti dunque ad affrontare l’ultimo anno e la famigerata “maturità”, hanno voluto raccontare cos’è l’ITIS “Conte Milano”.Pietro Iodice è un allievo di V F, studia nell’indirizzo

     

    Informatica, ed ha l’ambizione «di proseguire gli studi nel settore scientifico, rimanendo in Calabria». Egli è uno dei migliori della scuola, inserito nel progetto “Itis Riders” che premia con percorsi alternativi di formazione gli alunni più meritevoli. «Non avrei potuto scegliere scuola migliore – ha rimarcato

    Pietro – qui ho affrontato un percorso di crescita umana e scolastica incredibile». Gli ha fatto eco

    Francesca Borgese, sua compagna di classe, altra eccellenza della scuola, che ha sottolineato «la didattica laboratoriale al di sopra delle aspettative. Sono diventata, grazie alla scuola, una persona più completa, matura. Proseguirò anche io negli studi, certa che la formazione ricevuta qui farà la differenza».

    Katia Vinci, invece, è studentessa della V E del settore Grafica e

     

    Comunicazione.            É

     

    stata intervistata dall’Ansa a Bruxelles nell’ambito di un progetto nazionale in cui la scuola si è distinta per lo studio sui fondi di coesione. «Senza dubbio ciò che ha a che fare con la didattica è molto importante – ha

     

    anticipato Katia – ma la nostra scuola è stata capace di farci vivere esperienze uniche anche al di fuori delle aule. Ho potuto acquisire più fiducia in me stessa dopo aver avuto una parte centrale nella progettazione extracurricolare, ho appreso il valore del lavoro di squadra e l’importanza di migliorarsi. Mi piacerebbe diventare medico, oppure seguire il cuore e la passione per la fotografia. In ogni caso sono grata al lavoro svolto in questa seconda casa che per me è l’ITIS».

     

     

     

    Alessia Galluccio, anche lei a fine percorso nella V E, ha potuto ricoprire

     

    il ruolo di rappresentante degli studenti alla Consulta provinciale. «Il valore della rappresentanza me l’ha insegnato questa scuola – ha spiegato Alessia – ed è qualcosa di decisivo. Chi ci rappresenta deve essere in grado di

     

    lottare per i diritti e garantire la partecipazione. Considero tutto ciò che ho ricevuto da questa scuola un passaporto per garantirmi un posto privilegiato nel mondo. Mi piacerebbe coltivare la mia passione per la moda, e non vi è dubbio che il corso di studi mi ha permesso di apprezzare il bello al servizio della società». Tra i volti nuovi, matricole molto incuriosite, c’è anche Francesco Aguì, che ha la passione per la meccanica. «Ho scelto questa scuola perché l’orientamento che hanno

     

    proposto mi ha conquistato. Mi piacerebbe diventare un ingegnere meccanico, e sono certo di trovarmi nel posto giusto. E’ una scuola in cui si lavora sodo ma si fa tantissima esperienza laboratoriale. Ho appena iniziato e sono sempre più convinto della scelta».

     

     

     

    Per quel che riguarda il carnet dell’offerta formativa, la scuola ha saputo innovare e conservare le sue best practices. A parte i cinque indirizzi di studio: Elettronica ed Elettrotecnica, Meccanica, meccatronica ed Energia,

     

    Grafica e Comunicazione, Informatica e Telecomunicazioni, Sistema Moda, i ragazzi possono acquisire le certificazioni in lingua inglese e informatica, seguire il percorso di Alternanza Scuola lavoro anche fuori

     

    dai confini nazionali. Sono previsti stage con agenzie formative quali l’Università Armando Curcio, l’ITS Pegasus per la mobilità, e vi sono tantissimi atenei che propongono borse di studio o aziende pronte a fare scouting.

     

     

     

    Il settore umanistico è ben rappresentato con i “caffè letterari” intesi come confronto tra autori di libri e studenti, la stampa di un

     

    giornale scolastico trimestrale, corsi trasversali sull’Unione Europea che hanno permesso alla scuola di diventare polo di eccellenza nelle politiche comunitarie. Cittadinanza e Costituzione è

     

    un altro fiore all’occhiello, una sperimentazione decennale che vede un’ora di insegnamento trasversale a settimana con due docenti in compresenza, su argomenti di stretta attualità come clima, istituzioni, etica e intercultura. Il tema dell’inclusione è sempre una stella polare dell’istituto, a partire dal dipartimento “Challenged People” che supporta i ragazzi con difficoltà, fino al protocollo “Nilus Almus” che vede ragazzi egiziani frequentare l’ITIS grazie ad una borsa di studio, ampliando così gli orizzonti multiculturali della scuola polistenese. Il preside Mileto sa bene che questa scuola ha molti riflettori puntati addosso, «ma il giudizio che più ci interessa – ha ripreso – è quello delle famiglie e quello dei nostri ragazzi. Se ci allontanassimo da quella che è la missione autentica di questa scuola sbaglieremmo, qui ci occupiamo di questi giovani, proviamo a seguirli nel cammino in un momento della loro vita speciale e ricco di complessità. Quando i genitori, dopo il diploma dei figli, tornano a trovarmi e mi dicono che tutto ciò che avevo detto loro il primo giorno di scuola si è avverato – ha concluso Mileto – sento di aver adempiuto al più importante dei nostri compiti».