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    Presepe vivente a Calanna tra tradizione e religiosità

    Anche quest’anno il Comune di Calanna e la Pro-Loco di Calanna allestiranno l’ 20ª edizione del Presepe Vivente nei giorni: 29 Dicembre 2019 , 05 Gennaio 2020, dalle ore 18,00 alle 20,00 nel centro storico di Calanna.

    I visitatori potranno riscoprire antichi mestieri, presenti
    solo nei racconti sbiaditi dei nonni, in un angolo di
    paese con stradine rimaste incontaminate dal tempo
    e lunghe più di un chilometro, dove alcune casette
    hanno più di un secolo.

    Nel vecchio borgo aspromontano, lungo il quale
    verrà allestito il presepe vivente, il visitatore, anche
    se per poco, si tufferà nel tempo passato, ma non in modo
    virtuale: tutto ciò che i suoi occhi vedranno appartiene
    al passato, ma è rigidamente vero.
    Ammirerà “ ‘a forgia ‘i mastru ‘Roccu ”, potrà gustare
    “ ‘a ricotta ‘i massaru Peppi e donna Mica ”
    o “ i pastiddoli ‘i nonnu Micu ”.
    i “crispeddhi cu’ zuccuru, i cummari Filumena”
    Continuando il cammino incontrerà: il vecchio pozzo, il campo dei pastori, il cestaio, intento a fare “i panara i canna e virga i bosco”, “u candilaru” che fabbrica le candele sciogliendo la cera delle api, “u stagninu” che stagna le caldaie per “i frittuli”, “a carcara” per cuocere i mattoni di “matu e pagghia” fatti a mano, “u seggiaru” che ancora realizza le sedie di filo, “u buttaru” intento a riparare le botti, donna “Cuncetta” impegnata a fare “ ‘u sapuni i casa” e “ mastru Pascali, ‘u carbunaru”, intento a fare il carbone, “ ‘u parmentu i cumpari Luigi” per poi degustare “ ‘u pani caddu ‘i ranu, ‘ru’ furnu ‘a ligna ” con olio di oliva e “curcuci”.

    Ammirerà l’impegno e la passione di due anziane donne: una prepara “ ‘i scupi i lisi ” e l’altra fila la lana “ cu fusu ”. Un piccolo laghetto, habitat di anatre e trote, dove le donne lavano i panni raccontandosi le proprie ansie, i propri amori e la vita nella sua quotidianità.

    Il visitatore, proiettato, come per incanto, in un clima magico, frastornato dai ricordi e dal suono della “ciaramedda”, “ arganettu e tamburddhu” che lo accompagna per tutto il viaggio, (tanti sono i suonatori), raggiunge la grotta dove ancora il bue e l’asinello riscaldano il bambino Gesù, rappresentato da un bambino di pochi mesi.

    Il viaggio però non finisce, anzi continua in una coreografia naturale e dove il tempo si è fermato ed il cemento selvaggio, fortunatamente, non è mai arrivato.
    Il visitatore può ascoltare la voce della natura e del suo cuore e per un attimo potrà tornare un uomo vero, non virtuale.

    Oltre all’aspetto storico e naturale dell’ambiente, si coglie la religiosità che il presepe suscita in ogni credente.

    Ogni anno le presenze, nelle cinque giornate, superano le cinquemila unità ed in gran parte sono famiglie con bambini che, per mezza giornata, hanno il piacere di vivere un Natale diverso: meno consumistico, più poetico ed umano.

    Il presidente della pro-loco

    Pietro Morena

    IL SINDACO

    Domenico Romeo