Manca un mese e mezzo alle festività natalizie. Quelle del 2020 sono contrassegnate dalla zona rossa nazionale finalizzata ad evitare la tradizionale convivialità in relazione all’emergenza coronavirus.
Un anno dopo grazie al vaccino la situazione di novembre è migliore, ma a livello governativo non si abbassa la guardia. Resta infatti la divisione nazionale del territorio a colori.
Saranno i dati a guidare le eventuali norme di contenimento. Le regioni che resteranno bianche continueranno ad avere l’attuale livello di libertà, qualora incidenza, percentuale di ricoverati ordinari e in terapia intensiva dovessero raggiungere percentuali critiche si passerebbe al giallo. E così via, fino a livelli più alti di protezione e restrizione.
“Se i reparti ospedalieri tengono – ha dichiarato il ministro al Corriere della Sera – non scatteranno misure sarà un Natale come gli altri prima del Covid. Se invece i ricoveri salgono scatteranno le misure nei territori, in base al sistema dei colori. Non abbiamo mica sospeso la legge che prevede le fasce di rischio. Con il giallo tornano le mascherine all’aperto e al ristorante c’è il limite di4atavola».






