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    Verso green pass per stadi, concerti e palestre, ora c’è l’ipotesi anche per ristoranti al chiuso

    Il virus è tornato a circolare a ritmo sostenuto.  La consapevolezza degli esperti è che continuerà a farlo nei prossimi giorni e settimane.   Ad oggi pare fare meno paura di prima tenuto conto che, a fronte di una più elevata diffusibilità determinata dalla variante Delta, si registrano meno ospedalizzazioni nei numeri.  Sia perché a infettarsi sono soprattutto giovani oggi coinvolti in luoghi di maggiore socialità e ancora in buona parte non vaccinati, sia perché i numeri dell’immunizzazione confermano che la vaccinazione evita  il ricovero in ospedale ed in terapia intensiva.

    Una popolazione in larga parte vaccinata darebbe al Covid una dimensione diversa da quella avuta negli ultimi quattordici mesi.  E proprio per questo, sia per tutelare la salute pubblica che per incentivare la vaccinazione, si  va verso l’utilizzo del Green Pass come lascia passare per diversi momenti di socialità.

    Lo si evince dalle parole del professor Franco Locatelli, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico. “‘Credo – ha detto –  che vadano fatte scelte per  contrastare la ripresa della circolazione virale. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il  certificato verde, è una strategia inevitabile. Penso a concerti, grandi eventi, stadi, cinema, teatri, piscine palestre. In questi casi è fuori discussione la necessità del documento”. –

     

    ”A  titolo personale – ha proseguito –  dico che va considerato seriamente anche il Green  Pass per mangiare al chiuso nei ristoranti. Peraltro, chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con più tranquillità sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato”.