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    SE LA DEPUTAZIONE PARLAMENTARE CALABRESE HA UNA DIGNITA’ CHIEDA SUBITO LA CANCELLAZIONE DI QUEL DEBITO, INFAME NELLA GENESI E IMMORALE NELLE CONSEGUENZE

    di Giusva Branca – …chè poi tra i mille deliri offerti dal Generale Cotticelli, una cosa giusta è passata sotto silenzio, travolta dalle urla dell’arena di Giletti: “Io sono qua per ripianare il debito” ha farfugliato Cotticelli a un certo punto.

    Inascoltato, a mezza lingua.

    Ora, a parte il fatto che non sia riuscito nel suo intento e la ricerca delle cause – francamente, in un momento in cui ogni mattina dobbiamo fare la conta per vedere se siamo tutti sani – non mi appassiona, c’è, però, nelle sue parole una tragica, amara, cruda verità.

    La Calabria, nell’inerzia delle varie deputazioni parlamentari di Governo che si sono succedute è stata trattata alla stregua di una colonia penale di antica memoria, dove la funzione era solo afflittiva e mai rieducativa, tipo Alcatraz.

    La politica calabrese ha una duplice colpa: prima aver perpetrato e consentito lo scempio, l’assalto schifoso alla diligenza del bene collettivo più prezioso, la salute, e poi non aver tutelato la gente dalle conseguenze solo afflittive confezionate, da oltre dieci anni, da destra, sinistra, tecnici, commissari e colonnelli assortiti al Governo centrale e dal Governo centrale inviati.

    Bene, ve lo dico chiaro, qualcuno dovrà pur farlo, non credo di essere il più idoneo, magari qualche nostro parlamentare sarebbe più indicato, ma c’è che io sono un uomo libero e lo faccio: QUEL DEBITO, IL DEBITO SANITARIO, DELLA CALABRIA E DI ALTRE REGIONI E’ UNA PORCATA, E’ IMMORALE E VA ANNULLATO SUBITO.

    Va annullato nella parte in cui il creditore è lo Stato e va accollato dallo Stato nella parte verso i privati.

    Sapete perché è immorale? Perché nessun principio al mondo prevede che le responsabilità e le conseguenze di un’azione debbano essere pagate da chi quella azione non la ha commessa e, anzi, sapete che vi dico? Che i Calabresi avrebbero titolo a chiedere allo Stato i danni che nei decenni – ben prima che la sanità passasse in mano alle Regioni – funzionari dello Stato medesimo hanno perpetrato sotto forma di ruberie, sprechi, corruzione e compagnia cantando.

    Oltre che essere immorale, poi, il debito, enorme (della sanità calabrese e delle singole Asp) si porta appresso una gigantesca bugia che voglio smontare subito.

    Rientrare da un debito sanitario è una cosa IMPOSSIBILE, per farlo sarebbe necessario andare in utile, cioè spendere meno dei livelli minimi di assistenza (che già così sono lontanissimi dall’essere rispettati) per anni e anni e capite bene che la cosa, impossibile in tempo di pace, sfonda lo sprezzo del ridicolo in tempo di guerra sanitaria quale è quella che stiamo vivendo.

    Chi ha derubato, mangiato la sanità calabrese è libero, felice, ricco e contento e oggi i generali dovrebbero, nei fatti, decidere che la signora Pina calabrese starà in una barella o con le lenzuola sporche perché non ci sono i soldi per cambiarle in ossequio al piano di rientro?

    Ma qua veramente siete impazziti tutti, ma tutti, compresi o soprattutto i rappresentanti politici che continuano ad accettare sta roba immonda in un periodo di massima emergenza e fate attenzione chè la gente ha le palle piene. Fate attenzione, studiate la storia (che cosa brutta che vi ho detto…)

    Si pretenda subito la nomina di un commissario (se si riuscisse a tornare a gestione ordinaria sarebbe meglio) che si occupi di medicina, malati, medici, organizzazione, strumenti, infermieri, soldi da spendere INDIPENDENTEMENTE dal buco ventennale e dal fantomatico piano di rientro che sta in piedi solo per consentire ai soliti noti di continuare a mangiarci su e, possibilmente, non un guitto da circo di paese.

    Distintamente il Governo nomini un rottamatore del debito PREGRESSO, una sorta di liquidatore, crei una specie di bad company (come fatto mille e mille volte con imprese statali o parastatali, non invento nulla) che chiuda la partita, ma, soprattutto, ROMA DIFFERENZI IN MANIERA NETTA E IMMEDIATA LA CAPACITA’ DI SPESA ATTUALE DELLA SANITA’ IN CALABRIA PER RAGGIUNGERE LIVELLI DECENTI (COMUNQUE LONTANISSIMI DA QUELLI DEL NORD) DAL DEBITO PREGRESSO.

    Questo è ciò cha fa uno Stato serio verso la popolazione più malmessa del suo disgraziato territorio, questo è ciò che politici seri che occupano le poltrone romane per servire la propria terra pretendono dal Governo, con ogni mezzo.

    La sensazione, però, è che qua di seria c’è solo la situazione della Calabria, anzi –a guardare chi ci ha rappresentato per decenni e continua a farlo – è grave ma non è seria, come il maestro Flaiano insegna.

    Ps per quei politici che volessero informarsi su chi fosse ‘sto Flaiano (giacchè nella lista dei vostri elettori non ve lo ritrovate) scrivetemi in privato, offro lezioni private gratis, perché mi piacerebbe tanto punirvi…come diceva Adlai Stevenson (non cercatelo nell’almanacco Panini), vi manderei a scuola, non in galera…