Le regioni ricche del nord vogliono l’autonomia su alcuni punti importanti: la sanità e l’istruzione in primis. Il rischio che la forbice tra Sud e settentrione si allarghi ulteriormente, così come la possibilità che avere una “scuola” diversa tra i due punti del Paese, al punto da minare l’unità d’Italia sta facendo si che la Lega non stia avendo vita facile nel rispettare le promesse di autonomia date, ad esempio, al Veneto di Zaia.
Tra coloro i quali si erano espressi in maniera dura verso il Sud c’era stato Vittorio Feltri che, in un editoriale su Libero, aveva già parlato del fatto che il nord fosse condannato a mantenere il sud per via di una maggiore rappresentanza parlamentare proveniente da Roma in giù.
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Non erano mancate le risposte piccate alla sollevazione del tema, tra cui quella abbastanza dura del senatore reggino Siclari.
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Il nuovo editoriale su Libero, però, non abbassa i toni. Anzi. Feltri stavolta si scaglia contro il “foggiano” Conte ed il “napoletano” Di Maio. Il loro mettersi di traverso farebbe imbufalire Zaia e Fontana, che Feltri definisce ottimi amministratori. Loro sarebbero, secondo il direttore di Libero, vengono “sfottuti da due meridionali”.
” Costoro – scrive Feltri – sono costituzionalmente mantenuti da sempre dai settentrionali e non ne vogliono sapere di tagliare il cordone ombelicale che li lega al Settentrione per motivi alimentari, di sopravvivenza”.
Secondo il giornalista, infatti, senza i quattrini del nord i meridionali morirebbero di fame “dato che non sono capaci che di produrre deficit”.
Feltri, inoltre, si appella a Salvini affinché punti a mettere fine a quello che lui definisce “scandalo intollerabile”. Altrimenti, secondo il direttore, si finirà per rimpiangere Bossi che puntava alla secessione.






