“Sui nostri dispositivi di protezione individuale le sostanze cancerogene superano 100 volte il limite massimo consentito el’incidenza di cancro e di malattie cardiovascolari è molto più elevata rispetto ad altre categorie lavorative. Ma in Italia, a differenza di altri Paesi, i Vigili del Fuoco non dispongono di opportuni protocolli di decontaminazione, non beneficiano di alcuna assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, non sono considerati categoria usurata e non hanno alcuna forma di previdenza complementare.
Una situazione paradossale che va necessariamente sanata attraverso l’adozione di opportuni provvedimenti di carattere normativo ed un impegno trasversale delle Istituzioni e della politica affinché la difesa della salute dei lavoratori non rappresenti un semplice slogan mediatico o un progetto di legge fermo in un cassetto.
Ciò anche in rispetto di molti ex colleghi o colleghi che hanno lottato o lottano disperatamente contro gravi patologie e contro un sistema che costringea non veder riconosciuto neanche il diritto ad indennizzi per le proprie famiglie”.
La Segreteria Nazionale
UIL PA VVF






