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    ‘La faccia di Zaia non la trovi in Calabria, è un ceppo diverso’ bufera su Senaldi

    Il Veneto spinge da tempo affinché da Roma passi una legge che conferisca maggiore autonomia ad una regione ricca che vorrebbe gestire per conto suo molti ambiti che, in questo momento, sono nazionali: la scuola e la sanità ad esempio.

    Un modo per evitare di spendere i propri tributi per realtà che, invece, annaspano come, ad esempio la Calabria.

    Adesso, però, c’è chi prova a fornire un’altra chiave di lettura della voglia di autonomia veneta, indicando addirittura motivazione etniche.

    Tocca ad esempio al direttore di Libero Pietro Senaldi

    “Si ritengono una nazione. Hanno una loro bandiera, la loro lingua. Hanno un normotipo, quello veneto, diverso da quello italiano. Non si parla più di razza, ma ci sono dei ceppi”.

    E Senaldi incalza: “Lo si riconosce. La faccia di Zaia non la trovi in Calabria. Si ritengono un popolo diverso. E solo la Lega li rappresenta”.

    Il riferimento va naturalmente a quello che sarebbe il fenotipo dei tratti somatici di Zaia, governatore del Veneto e grande sostenitore dell’autonomia, non riscontrabile in Calabria.

    Su Senaldi, naturalmente, si è scatenata una vera e propria bufera social sul giornalista di Libero.