• epaselect epa10396226 Bolsonaro supporters storm the National Congress in Brasilia, Brazil, 08 January 2023. Hundreds of supporters of former Brazilian President Jair Bolsonaro invaded the headquarters of the National Congress, and also Supreme Court and the Planalto Palace, seat of the Presidency of the Republic, in a demonstration calling for a military intervention to overthrow President Luiz Inacio Lula da Silva. The crowd broke through the cordons of security forces and forced their way to the roof of the buildings of the Chamber of Deputies and the Senate, and some entered inside the legislative headquarters. EPA/ANDRE BORGES

    Brasile – Assalto al Parlamento, almeno 400 arresti

    Oltre 400 le persone che sono già state arrestate nel bilancio all’indomani dell’assalto compiuto dai sostenitori dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro ai palazzi del potere di Brasilia, mentre si continua a lavorare per identificare quanti hanno partecipato all’attacco.

    Ieri migliaia di ultrà dell’ex presidente del Brasile avevano dato l’assalto ai palazzi delle massime istituzioni dello stato a Brasilia in un’irruzione che aveva ricordato quella di due anni fa al Capitol Hill di Washington da parte dei fan di Donald Trump.

    Un attacco “vandalo e fascista” contro le istituzioni democratiche, aveva detto il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, visibilmente alterato, assicurando che i “terroristi” saranno “puniti in modo esemplare”.

    Il suo predecessore Bolsonaro ha comunque condannato quanto accaduto:  “Le manifestazioni pacifiche, secondo la legge, fanno parte della democrazia. I saccheggi e le invasioni di edifici pubblici come quelli di oggi, così come quelli praticati dalla sinistra nel 2013 e nel 2017, sono illegali”, ha detto. Ed ha respinto le accuse, a suo dire senza prove, attribuitegli dal neopresidente Inacio Lula da Silva: “Durante tutto il mio mandato – ha sottolineato – sono sempre stato nel perimetro della Costituzione, rispettando e difendendo le leggi, la democrazia, la trasparenza e la nostra sacra libertà”.

    Stamani le autorità brasiliane hanno iniziato a valutare i danni ingenti al Palazzo presidenziale, al Congresso e alla Corte Suprema di Brasilia dopo l’assalto di ieri dei sostenitori dell’ex presidente. Dopo diverse ore di caos, la polizia ha ripreso il controllo degli edifici invasi da centinaia di manifestanti anti-Lula e ha arrestato centinaia di persone, secondo il ministro della Giustizia e della Sicurezza Flavio Dino. L’area era stata isolata dalle autorità. Ma i bolsonaristi, molti dei quali vestiti con le maglie gialle della squadra di calcio brasiliana, un simbolo di cui i bolsonaristi si sono appropriati, sono riusciti a sfondare i cordoni di sicurezza. Hanno causato danni considerevoli. Sono stati danneggiati dipinti di valore inestimabile, secondo le foto che circolano sui social network.

    I manifestanti nella notte hanno poi bloccato autostrade e strade federali in almeno quattro stati. Lo stato del Mato Grosso è il più colpito dalle proteste dei sostenitori dell’ex presidente Bolsonaro. Lo riporta il sito online di Folha de S.Paulo.

    A Brasilia, nel frattempo, l’esercito ha impedito alla polizia l’ingresso nell’area dove sono accampati molti seguaci dell’ex presidente che ieri hanno assaltato e devastato il Parlamento, la sede del Governo e la Corte suprema di giustizia. Secondo la pagina online del quotidiano Folha de S. Paulo, i militari hanno sbarrato la strada agli agenti che volevano entrare nella zona dove sono accampati gli autori dell’attacco con carri armati. Diversi veicoli della polizia, aggiunge il giornale, erano giunti all’ingresso della zona che si trova davanti al quartier generale dell’esercito, ma sono stati fermati. Si deve ricordare che il quartier generale dell’esercito si trova nel Settore militare urbano (Smu), area di responsabilità esclusiva militare.

    Il giudice della Corte Suprema Federale Alexandre de Moraes ha ordinato la rimozione del governatore del Distretto federale di Brasilia Ibaneis Rocha per un periodo di 90 giorni. La decisione è arrivata dopo l’invasione degli edifici del Congresso, del Tribunale federale e del Palácio do Planalto, sede della Presidenza della Repubblica del Brasile. Lo riportano i media brasiliani. “La violenta escalation di atti criminali è circostanza che può verificarsi solo con il consenso, e anche l’effettiva partecipazione, dalle autorità competenti per la sicurezza pubblica e l’intelligence”, ha affermato Moraes. (ANSA)