Franco Talarico è stato per 5 anni presidente del Consiglio regionale della Calabria e ora è candidato alla Camera dei deputati nel collegio uninominale.
E’ evidente il dato della sua extraterritorialità rispetto al collegio; come dobbiamo leggerlo?
“L’ambizione di ogni politico è di candidarsi nel proprio territorio, ma per equilibri interni ai partiti nel collegio di Lamezia erano già stati individuati altri candidati, pertanto senza alcuna esitazione ho scelto Reggio Calabria, una città che conosco bene per aver svolto per 5 anni il ruolo di Presidente del Consiglio Regionale”.
In qualche modo, quindi, si sente parte del territorio?
“La mia candidatura alla Camera nel collegio uninominale di Reggio Calabria deriva dalla mia scelta convinta di puntare su una città che mi ha accolto fin dall’inizio della mia esperienza politica al Consiglio regionale”.
E se qualcuno leggesse la sua presenza in lista come un “transito”?
“La mia presenza non sarà solo un passaggio, ma l’impegno anche dopo il 4 marzo ad interessarmi della Città metropolitana, delle sue problematiche e del suo benessere. D’altronde è proprio questa nuova legge elettorale ha determinare la scelta di candidati che non sono sempre legati al territorio, non privilegiando appunto il legame candidato-territorio”.
Cosa le è rimasto della sua esperienza da Presidente della massima Assise calabrese?
“Tanta l’attività svolta durante la mia permanenza al Consiglio Regionale calabrese, dalla numerosa legiferazione, agli incontri culturali, alla promozione sociale della cultura antimafia, alla formazione dei giovani”.
Un provvedimento cui ha tenuto in particolare?
“I tagli dei costi della politica, con la diminuzione del numero dei consiglieri regionali e l’abolizione del vitalizio”.
E sul piano del suo credo politico quale è la chiave di lettura della sua candidatura?
“La voglia, quale rappresentante del cuore liberale e democratico del centrodestra, di portare avanti un progetto inclusivo e radicato sul territorio, che promuova un programma politico di solidarietà e che interpreti le esigenze del territorio”.
Non è il momento più facile per chiedere il consenso alla gente, soprattutto in Calabria…
“Trovo che sia necessario un dialogo costante con le parti e gli enti sociali, le imprese e i giovani, alternativo al populismo dei 5 stelle, bravi a parlare alla pancia delle persone strumentalizzandone i problemi, senza risolverli”.





