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    Dossier Città metropolitana – Clamoroso ”no, grazie” di Gioia Tauro: ”Guardiamo a Nord”

    bellofiore

    Nel silenzio generale alcune adesioni a Reggio Città metropolitana, date superficialmente per scontate, vacillano non poco.

    Capofila – per importanza, grandezza e prospettive economiche – di questo

    gruppo di “secessionisti” il comune di Gioia Tauro,

     

    il cui Sindaco, Renato Bellofiore, non è affatto convinto dell’opportunità di includere il suo Comune nella perimetrazione di Reggio Città metropolitana. L’intervista che segue è ben più che un punto esclamativo sulla vicenda

     

    Il concetto di Città metropolitana, una volta messo in atto, potrebbe rappresentare una valida opportunità per lo sviluppo di Gioia Tauro?

    La questione delle opportunità o meno per Gioia Tauro di entrare a far parte integrante della Città Metropolitana di Reggio Calabria prospetta diverse valutazioni, a mio parere per lo più critiche, che partono da diverse angolazioni del problema.

    Partiamo col dire che sono anni che  sosteniamo la necessità della creazione  della Città del Porto, costituita da Gioia Tauro, Rosarno , San Ferdinando e Rizziconi, comuni che ruotano intorno all’area economica più importante e produttiva dell’intera Calabria.  Solo creando un’unica città  si potrà dare voce e risposte ad un territorio che, nonostante  la straordinaria importanza strategica per tutto il meridione, viene continuamente violentato e derubato, con scelte calate dall’alto, che non hanno nessuna ripercussione positiva locale, come da ultima il rigassificatore, ma ancora prima l’inceneritore con il suo raddoppio o la politica della frammentazione sanitaria e degli sprechi portata avanti in campo sanitario nella Piana di Gioia Tauro. Si parla oggi di città Metropolitana, ma come sempre succede quando si portano avanti queste operazioni, si fa un gran parlare del contenitore ma nessuno illustra quello che sarà il contenuto. Il rischio serio è quello di venire inglobati in meccanismi dove, come sempre, chi decide è lontano dai territori e dalle esigenze dei cittadini.   La città del porto e l’intera Piana di Gioia Tauro, che è immediatamente a ridosso, hanno una ricchezza enorme e una potenzialità che devono necessariamente sfruttare, ne va del futuro dell’intera Calabria e bisogna farlo  pensando ad un potenziamento delle autonomie locali! Veniamo da anni di colonizzazione, favoriti da una classe politica locale, dimostratasi incapace, che non fa mai sentire la sua  voce se non per lodare i propri  politici di riferimento che ogni tanto si ricordano di elargire qualche briciola.

    Gioia Tauro rappresenterebbe l’estrema frontiera settentrionale della Città metropolitana. Una posizione geograficamente marginale che potrebbe incidere anche sul ruolo della città all’interno del nuovo ente amministrativo?

    La città Metropolitana nasce per quei casi in cui l’ente capoluogo ospita la maggior parte della popolazione e ha  un’importanza ed un ruolo tale da rendere quasi inutili la funzione dell’ente provinciale. Un esempio è Trieste dove la provincia è costituita da solo 6 comuni ed il  capoluogo ha la maggior parte della popolazione, mentre gli altri comuni ruotano intorno alla stessa. Oppure basti pensare a Roma e alla sua provincia. In questi casi il ruolo della provincia diviene quasi nullo rispetto a quello della città e può avere un senso parlare di città metropolitana. Completamente diverso è il caso della provincia di Reggio Calabria che raccoglie numerosi comuni di  territori profondamente diversi tra loro, oltre che  separati da vere e proprie barriere  fisiche.

    Ritengo che un’ulteriore discrasia debba essere evidenziata nella proporzione – in termini di dipendenza funzionale – tra Gioia Tauro e Reggio Calabria.
    Sappiamo infatti tutti che il presupposto fondamentale che sta alla base della costituzione della città metropolitana è quello della dipendenza dei servizi della città annessa da quelli della città centrale ritengo che Gioia Tauro, rispetto a molti altri centri dell’estremo Sud della Calabria, presenti delle potenzialità e delle peculiarità che stridono in maniera evidente con questo concetto di dipendenza. Quanto meno per ciò che concerne Reggio Calabria.
    E mi riferisco intanto alla rete di strutture e servizi connesse all’area portuale, ma anche alla vocazione commerciale della piana che, anche in considerazione della centralità geografica, è protesa sicuramente a Nord della Calabria. La Città del Porto non può e non deve diventare l’estrema periferia di Reggio Calabria ma ha tutte le potenzialità per  assumere un ruolo centrale, rivendicando una maggiore autonomia.

    E’ possibile che Gioia Tauro possa ipoteticamente guardare altrove, oltre che verso Sud, al fine di costituire un piano territoriale integrato ed autonomo? L’Upi ha appena presentato una proposta di legge delega al Governo con la quale da un lato si propone di incidere sulle città metropolitane ribaltando la previsione normativa “dal basso” e accedendo a una ipotesi di coincidenza automatica del territorio provinciale con quello della Città metropolitana. In seguito i Comuni che vogliano sganciarsi per accedere ad altro territorio potranno farlo ai sensi dell’art. 133 Costituzione. Per le Province, però, viene richiesta la loro conferma previo ridisegno delle circoscrizioni. Gioia potrebbe, a questo punto, pensare ad essere protagonista di un nuovo disegno territoriale sia verso nord (Lamezia e tenendo presente che Vibo aveva già chiesto disponibilità di accorpamento provinciale) che verso est (Locride)?

    Questa esigenza di sviluppo e di autonomia, che a Gioia Tauro forse più che in altri centri, emerge con forza mi porta a non escludere assolutamente ma, anzi, a ritenere possibile e fattibile la previsione di un piano territoriale integrato e autonomo che leghi la mia città ad altre realtà, più a Nord, e che presentano modelli di sviluppo certamente più vicini al nostro. In merito alla eventuale revisione delle circoscrizioni provinciale ed a nuovi possibili accorpamenti ritengo di non avere alcuna preclusione al riguardo: credo che le innovazioni debbano sempre seguire la vocazione socio-economica delle aree e i mutamenti e le evoluzioni che sono del tutto naturali.

    Gioia Tauro , credo, abbia tutte le carte in regola per rappresentare un simbolo di tale evoluzione: ritengo che questa città, abbia una potenzialità  ed una centralità che devono essere riconosciute e valorizzate: anche all’interno di una città metropolitana, che, tuttavia, dubito possa essere quella di Reggio Calabria.