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    Dossier Città metropolitana – Anche Rosarno guarda a Nord, ma col consenso popolare

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    Sulla Città metropolitana interviene il Sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi. Non sfugge come il suo sia un contributo particolarmente significativo alla luce anche della posizione di confine del territorio rosarnese

    Cosa può cambiare nei destini di Rosarno con la realizzazione di Reggio Città metropolitana?

    Se la Città Metropolitana una volta delineata dal punto di vista amministrativo coinciderà con l’intero territorio provinciale non cambierà nulla, sarà solo un diverso “nomen” per individuare un ente sovracomunale, quindi, non enfatizzerei più di tanto la nascita della Città Metropolitana, rispetto al ruolo oggi svolto dalla Provincia. E’ chiaro che in termini di rappresentanza politica ci troveremmo sicuramente in difficoltà perché sarebbe più arduo far sentire le istanze del territorio della Piana di Rosarno, insisto su questa definizione geografica che è sparita dall’informazione giornalistica.

    Ma nell’ottica di un ridisegno delle competenze degli Enti ed in un momento storico di grande fibrillazione e messa in discussione di tante certezze del passato Rosarno verso dove guarda?

    Vi sono dei territori a Nord di Rosarno con i quali ci legano comunanze e scambi commerciali ed omogeneità di territori agricoli. Un piano integrato con questi comuni non lo vedrei male anche perché stiamo già elaborando il Piano Strutturale Associato insieme ad alcuni comuni limitrofi della Provincia di Reggio Calabria ed al comune di San Calogero  (VV). Siamo dei precursori in questo senso.

    E le popolazioni in tutto ciò che ruolo svolgeranno?

    Credo che un referendum confermativo ai sensi dell’art. 133 della Costituzione consentirebbe alle popolazioni di esprimersi sulla volontà di far parte di un’aggregazione territoriale piuttosto che di un’altra valutandone i vantaggi. E’ un  modo altamente democratico che però rende necessario che la gente sia informata compiutamente dell’argomento per decidere in modo consapevole.