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    Dossier Città Metropolitana – Il Sindaco di Bagaladi pone l’accento sulla politica dei cicli integrati

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    di Federico Curatola* – Intervengo con piacere nel dibattito che recentemente, grazie a Strill, si è riacceso con note e dichiarazioni di autorevoli colleghi sindaci e di colleghi urbanisti.

    E parto immediatamente con l’affermazione che Reggio Città Metropolitana è lo sbocco naturale di tutti i ragionamenti fin qui avviati in tutti i tavoli di discussione cui ho partecipato in questi due anni di attività da sindaco.
    Ciclo integrato delle acque e dei rifiuti, trasporti, sviluppo locale. Sono solo alcuni dei temi che insieme agli altri sindaci e con la supervisione attenta della Provincia trattiamo quotidianamente con la consapevolezza che è necessario creare un sistema, una rete.
    Non è necessario sapere adesso quanti Comuni debbano aderire. Non è una scienza esatta. Quanto grande questa rete debba essere non lo si può stabilire a priori. Non si può dire “io sto dentro”, “io sto fuori”. Non si può scegliere di essere inseriti in questa rete o meno. Ritengo, e parlo da sindaco di una piccola comunità, che tutti i Comuni siano in qualche maniera artefici della costruzione della Città Metropolitana e che ne siano parte integrante, seppur in modo gerarchico, ma con le proprie peculiarità.
    A dimostrazione del fatto che non si tratta di una scienza esatta, basta leggere lo studio dell’Institut d’Estudis Regionals i Metropolitans de Barcelona, che parla di densità, contiguità, perimetrazione funzionale e morfologica. Ma quello che conta sono le dinamiche locali, le interazioni, la dipendenza, lo scambio quotidiano. E questo va ben oltre Scilla da una parte e ben oltre Palizzi dall’altra.
    Certamente nel prefigurare la Città Metropolitana di Reggio non può non pesare il forte deficit infrastrutturale, il fatto che da cima a fondo questa Provincia non ha coscienza di sé, non si sente “unita”. Ma l’opportunità che ci viene data può ribaltare il tavolo se c’è la voglia e la passione giusta per programmare e fare insieme!
    Una città metropolitana, in fin dei conti, non è altro che una città un po’ più vasta. Una città è fatta di centri direzionali, di zone commerciali, industriali, turistiche, di nodi di collegamento con l’esterno (porti aeroporto, ecc…) di zone verdi, insomma, credo che dovremmo guardare alla Città Metropolitana come ad un organismo complesso, ma non molto diverso da quello che sono i nostri singoli paesi o cittadine.
    Ed in questo organismo c’è spazio per tutti. Ed ognuno arricchirà il quadro metropolitano con le proprie peculiarità. Sarà compito della governance metropolitana armonizzare al massimo il territorio, riequilibrando le differenze infrastrutturali, definendo le strategie di intervento e fissando le priorità, puntando sulla promozione delle risorse locali indicandole come fattore di competitività.
    Io la penso così e per questo sono stato tra i primi ad aderire al questionario pensato dal Presidente Raffa sulla Città Metropolitana. E questa convinzione è rafforzata da ciò che la situazione attuale ci impone di fare: associarci per continuare a fornire servizi alla popolazione.
    Comuni come il mio, poco sopra i mille abitanti, devono entro giugno del 2012 associare almeno due funzioni fondamentali con altri Comuni fino al raggiungimento di 7000 abitanti. Se non lo faremo, beccheremo sanzioni e tagli che inevitabilmente avranno conseguenze sui servizi al cittadino ed accelereremo dunque il processo di spopolamento dei piccoli centri.
    E’ un obbligo, ma noi dobbiamo vederlo come un’opportunità, l’opportunità di continuare a tenere in vita i nostri Comuni e con essi l’immenso patrimonio storico-culturale e sociale che rappresentano.
    Esaltare tutto questo nel contesto di una Città Metropolitana, che io considero uno straordinario volano di crescita e sviluppo per il territorio, è quanto posso augurarmi di fare in tempi non molti lontani.
    *Urbanista e Sindaco di Bagaladi