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    Viaggio nella crisi – La fotografia della Confesercenti: “Brutte feste per i calabresi, sfiducia nel 2012”

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    Sondare il territorio per cogliere ciò che la crisi sta producendo localmente. Strill.it ha incontrato Francesco (detto Ciccy) Cannizzaro, commerciante reggino

    e vicepresidente nazionale Fismo (Federazione Italiana Settore Moda) – Confesercenti, al fine di capire quanto stia incidendo concretamente la recessione globale in Calabria, terrà già di per sé tristemente martoriata.
    Ne esce fuori un quadro per niente allegro. La stretta è stata resa evidente, come ultimo fattore temporale, dalle festività di fine anno appena concluse. Cannizzaro ha tirato fuori dati davvero sconfortanti: “Il 64% degli italiani ha speso molto meno per le festività rispetto all’anno precedente. Addirittura un italiano su cinque ha tagliato le spese del 50%. Se ci focalizziamo sul territorio calabrese, i dati diventano naturalmente ancora più negativi”.
    La tredicesima, una volta quasi completamente utilizzata per far fronte agli acquisti di fine anno, stavolta è andata a finire prevalentemente sotto il materasso: “Da un sondaggio realizzato da Confesercenti, è emerso che un miliardo e quasi 250 milioni di euro sono stati risparmiati a livello nazionale in rapporto al 2010. Denaro mantenuto, soprattutto in Calabria, per affrontare spese molto più immediate e necessarie, quali ad esempio mutui ed acquisti già sostenuti ma non ancora saldati”.
    Se intanto i giovani calabresi sono alla costante ricerca di un lavoro che, secondo Cannizzaro, “non riusciranno di certo a trovare facilmente nella loro terra a causa di vari problemi strutturali”, sia loro sia gli adulti, sotto il peso della crisi, stanno riducendo sensibilmente i comportamenti rivolti alla solidarietà, all’aiuto del prossimo e delle organizzazioni di volontariato: “Sia le donazioni in denaro sia gli acquisti comprendenti un’azione solidale si sono ridotte di circa il 10% rispetto al 2010”.
    Verrebbe da dire “homo homini lupus” o comunque sindrome del ‘se sto male io, non vedo perché dovrei togliermi le briciole di bocca per sfamare gli altri’. Un primo segnale di chiara stortura della convivenza sociale.
    D’altronde il fenomeno del “new poor” ha cominciato a dilagare un po’ ovunque: persone che, fino a poco tempo fa, riuscivano a vivere moderatamente bene, oggi si ritrovano, purtroppo, più prossime ad una strada.
    Nel settore del commercio, specificamente abbigliamento e moda (ciò di cui si occupa Cannizzaro), il vicepresidente Fismo-Confesercenti ha riscontrato “un netto taglio delle spese superflue da parte del cittadino medio. Anche il settore della moda, quindi, ha subito una netta imbarcata, specie qui da noi, nonostante l’abbigliamento fosse stato, da sempre, uno dei desideri più diffusi, soprattutto tra i giovani”.
    “Il commercio ne risente molto” ha proseguito. “Cercare di tamponare le perdite attraverso un’ottimizzazione degli orari degli esercizi non sta producendo alcun effetto sui consumi se non nella grande distribuzione. Prolungare gli orari di apertura degli esercizi commerciali, quindi, non è, di certo, la soluzione alla recessione. Le famiglie non consumano perché, in primo luogo, l’economia non cresce”.
    Alla domanda, infine, su che cosa ci si possa attendere dal 2012 appena iniziato, Cannizzaro non ha nascosto il dato che regni un po’ dappertutto “un clima di generale sfiducia motivato dal fatto che più di un terzo degli italiani non riuscirà, già a fine gennaio 2012, a coprire l’importo totale delle spese mensili”.
    (1 – continua)