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Home EVENTI Tabularasa scandalo 2011

“Tutti dovrebbero tranquillamente essere sottoposti alla legge”, però…: Razzi e Spataro a Tabularasa

13 Maggio 2013
in Tabularasa scandalo 2011
Tempo di lettura: 2 minuti
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tabularasa15luglio
di Josephine Condemi  (foto Antonio Sollazzo) –
Socrate sta per essere condannato. Un suo discepolo, Critone, gli propone di corrompere le guardie del carcere

e scappare. Socrate gli risponde immaginando che mentre stia scappando, le Leggi della città gli vengano incontro e gli dicano: “Rifletti, pertanto, o Socrate, se quello che noi veniamo dicendo è vero: che non è giusto cercare di fare contro di noi quello che appunto ora cerchi. Noi infatti, che ti abbiamo generato, allevato, educato, e abbiamo fatto partecipi di tutti quei beni che erano in nostra facoltà e tutti quanti gli altri cittadini, prescriviamo ciononostante (…) che colui al quale eventualmente noi non siamo gradite, possa benissimo uscire dalla Città, prendendo tutti i suoi beni, e andarsene dove voglia. (…). Ma chi di voi resta qui, (…) costui, di fatto, ha dato il suo consenso a fare ciò che noi ordiniamo”. Massimo Razzi sul palco di Tabularasa ha parlato di un “paese in cui tutti dovrebbero tranquillamente essere sottoposti alla legge”. Non c’era solo l’allusione a Berlusconi da parte del vicedirettore di “Repubblica.it”. E’ un filo sottile che ha percorso tutta la serata. “Tutti dovrebbero tranquillamente essere sottoposti alla legge”: anche i servizi segreti italiani, su cui, come ha raccontato Armando Spataro, al contrario di quelli americani nel caso Abu Omar non si è riusciti a indagare per l’apposizione del segreto di Stato; anche i terroristi, per i quali qualcuno ancora parla di “pacificazione” e che una volta in carcere anziché sottomettersi alla legge dello Stato hanno ripetutamente chiesto ai “compagni” di “giudicarli” autoaccusandosi di crimini contro “la cellula” e quindi si sono fatti uccidere (uno di questi episodi, ha sottolineato Spataro, ha fatto sì che si pentisse Enrico Fenzi). “Tutti dovrebbero tranquillamente essere sottoposti alla legge ”: ma perché sia così, bisogna che appunto tutti riconoscano il valore della legge, e prima ancora abbiano fiducia in chi la stila, in chi la esegue, in chi la applica, sentendosi parte viva di una comunità.  Una fiducia che in Italia è spesso mancata, specialmente nei periodi bui della nostra storia. “Il segreto di Stato non permette che si crei impunità” ha ricordato Spataro. Ma il passo è breve. Il passo si è fatto breve anche quando molti negli anni ’70 dichiaravano: “Né con lo Stato, né con le BR”, tra cui “molti intellettuali del calibro di Sciascia e molti magistrati”, ha continuato Spataro. Una dissociazione di fatto dalla comunità a cui non senti più di appartenere. Molti hanno dovuto aspettare morti su morti prima di capire la follia del terrorismo. Forse perché erede, come ha evidenziato Razzi, “del mito della Resistenza tradita che si trascinava da tutto il dopoguerra”. Anche se, secondo Spataro, “l’ideologia delle BR non nasce come reazione a un certo modo di fare politica” ma da istanze diverse. BR che molti hanno mitizzato, “ma erano non più di 4000 terroristi, una fascia ampia di giovani che intrapresero una strada folle, non un’intera generazione come talvolta si vuole far credere. Come disse il figlio di Alessandrini, ‘mi dispiace solo che mio padre sia stato ucciso da una banda di stupidi’”. Una minoranza rumorosa, che fa passare sotto silenzio i tanti che si dedicavano alla costruzione di un paese diverso, nel rispetto della legge. “Tutti dovrebbero tranquillamente essere sottoposti alla legge”. Ma il dialogo citato all’inizio è il “Critone” di Platone, che, si sa, era un idealista…

Tags: giorno per giorno
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