“Dagli anni ’70 ci portiamo appresso l’eccessiva semplificazione. La ricerca ossessiva della via più breve. Che sia legale o illegale. Il pensare che tutto sia facile”. Lo spiega Daniele Protti ospite della terza serata della rassegna TabulaRasa di Strill.it
in corso di svolgimento al Circolo Polimeni di Reggio Calabria. “La mia preoccupazione è che la cultura di massa incentrata sull’apparenza nata negli anni ’80 sia diventata la normalità quotidiana. Non è un discorso moralista, è solo un discorso di buon senso. L’appiattimento non è una ricchezza. Io credo che la televisione pubblica abbia smesso di fare il proprio mestiere”.




