
di Josephine Condemi – Elvis Presley e il rock ‘n roll ma anche Domenico Modugno e “Nel blu dipinto di blu”. Coppi e Bartali. La fiat 600. Le sorelle Fontana. I primi anni della Rai, con il maestro Manzi e “Lascia o raddoppia?”. Gina Lollobrigida e Sofia Loren.
La dolce vita. E il caso Montesi. Che si inscrive pienamente negli anni ’50 italiani e li percorre tutti. Il primo vero scandalo “giallo” dell’Italia del dopoguerra ha inizio nel 1953, quando Wilma Montesi, una ventunenne ragazza romana scomparsa due giorni prima, viene ritrovata cadavere su una spiaggia. La notizia suscita grande scalpore (il padre apprende della morte della figlia dai giornali) e, mentre la polizia chiude il caso come un incidente, la stampa continua ad indagare, scoprendo un giro di politica, sesso e festini alla vigilia delle elezioni… Francesco Grignetti, autore de “Il caso Montesi”(Marsilio), discuterà stasera (circolo “R. Polimeni”, ore 21) a Tabularasa dell’abitudine tutta italiana dei “vizi privati, pubbliche virtù”, e di come si sia evoluto (oppure no) il concetto di scandalo dagli anni ’50 ad oggi. Perché certe cose non bisogna ancora raccontarle: lo sanno bene Antonino Monteleone e Arcangelo Badolati, i vincitori della seconda edizione del premio “Strilla e rischia” dedicato ai giornalisti che hanno subito atti intimidatori nella funzione del proprio lavoro. Dopo “l’uomo nel pilastro” dell’edizione 2010, sarà la volta di “buccaccia-bossoli in olio extravergine d’oliva e peperoncino”, anche questa opera dell’artista Francesco Misuraca. Una vera specialità calabrese…e non solo.




