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    Tabularasa: la chiusura nella locride affidata ad uno straordinario monologo del magistrato Salvatore Cosentino

    Quasi due ore di grande intrattenimento, uno spettacolo vero e proprio. Salvatore Cosentino, Sostituto Procuratore

     

    della Repubblica di Locri, ma nella sua veste di attore, ha intrattenuto e ammaliato il pubblico facendo vedere l’altro volto di un magistrato, quello più umano e romantico. La sezione geograficamente dedicata alla locride di Tabularasa, ideata e realizzata con la collaborazione dell’Ente Parco Aspromonte, ha chiuso la kermesse in contemporanea con Reggio dove si esibiva Marco Paolini. La cornice scelta, quella della balconata di Gerace ha dato un tocco di fascino in più a un monologo che già si annunciava “diverso”. E così è stato. Salvatore Cosentino ha dato inizio al suo monologo dal titolo “Un diritto messo di traverso”, racconti di legge dagli anni novanta ai giorni nostri, farciti di battute e di musica.
    Dopo un video nel quale si esprimevano gli aspetti più salienti e carichi di valori dell’Aspromonte, Cosentino ha, in modo leggero ma profondo, spiegato com’è cambiata la figura del magistrato ma anche i problemi di una categoria dove «E’ facile parlar male – ha detto dal palco- dei magistrati, noi abbiamo ancora leggi che ci legano le mani» e, come mancano le risorse «i soldi» nelle cancellerie.
    Ha cosi raccontato di magistrati dati alla politica e di magistrati che lavorano in silenzio e senza clamori; ricordando due grandi suoi colleghi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E, ancora, ha dispensato battute a destra e sinistra dovendosi interrompere per dar spazio agli spontanei applausi che scaturivano dal pubblico. «Credo che il mio monologo sia un modo per avvicinare la società civile al mio mondo del diritto, visto così spesso, dall’uomo della strada, tanto distante e arroccato su un’algida torre d’avorio». Ha detto il magistrato con il “capello” riccio ribelle e gli occhi espressivi. Il testo originario di “Un diritto messo di traverso” è nato per gli studenti della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università del Salento, dove Cosentino insegna. «Poi, a seguito di successive interpolazioni, ha assunto “dignità” teatrale. Ora lo tengo in varie Università, in vari auditorium, in salotti letterari e anche in teatri veri e propri o in manifestazioni culturali come questa di Gerace», ha raccontato sottolineando però a più riprese durante il suo spettacolo che «la legalità non si fa solo con l’uso dei codici (o delle manette), ma anche con il dialogo con la gente comune, la diffusione della cultura, l’educazione al bello e all’arte». E, poi, si è mostrato come un magistrato che non ti aspetti. Cosentino ha cantato, sotto lo sguardo attento di colleghi e semplici cittadini, di uomini e donne e davanti a tanti giovani. Tra i presenti nomi importanti. Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria,  Nicola Gratteri, ed ancora il presidente del tribunale di Locri Giovanni Filocamo, il presidente di sezione penale del tribunale di Locri Alfredo Sicuro, il giudice Laura Cantore del tribunale civile, il giudice fallimentare Sergio Malgeri e il giudice monocratico penale Concettina Garreffa. A fare gli onori di casa, il sindaco di Gerace, Giuseppe Varacalli. Dopo due ore intense dove i sorrisi non sono neppure mancati le luci si sono spente per lasciare la scena agli scroscianti applausi per quel magistrato un po’ “diverso”.
    Annalisa Costanzo