Tabularasa si è sdoppiata. In musica. Contemporaneamente due palchi, a Reggio e a Gioia Tauro, due piazze stracolme di gente, di passione, di voglia di stare assieme per parlare ed emozionarsi, con parole e musica. Eugenio Bennato e i Mattanza a Reggio, alla “Luna ribelle”, Alberto Fortis a Gioia Tauro, in piazza Municipio.
Il senso di questo doppio evento è stato affidato alle parole di Eugenio Bennato che ha presentato in musica il suo libro “Ninco Nanco deve morire” (ed. Rubbettino).
“Ninco Nanco era il soprannome di Nicola Somma” – ha spiegato Bennato – “un brigante lucano dell’800 che venne localizzato e ucciso con un’imboscata dopo che gli venne garantita l’incolumità se si fosse consegnato disarmato, cosa che fece e la sua storia è l’emblema della conquista, dell’occupazione piemontese al Sud. Ma con ‘Briganti se more’ “- ha proseguito Bennato – “mio successo musicale do oltre 30 anni fa, ho voluto rappresentare un punto emblematico della cultura popolare e Rubbettino mi ha chiesto di metterlo su carta”.
La musica popolare è stato il filo conduttore del dibattito e poi dell’esibizione di Eugenio Bennato: “Oggi” – ha detto Bennato riferendosi alla musica popolare ed al suo prepotente ritorno – “suonare il tamburello per strada, cosa sempre più diffusa, è un gesto rivoluzionario, è una variabile impazzita rispetto alla globalizzazione per una musica del sud intesa non come dimensione geografica ma poetica, culturale. E’ la musica dei villaggi, dei dialetti che sta al di sopra della logica commerciale e la cui forza è evidentemente dirompente.”
Eugenio Bennato come “personaggio contro”, come uomo di riferimento per la cultura meridionalista: “Abbiamo voluto accendere i riflettori su questa storia per raccontare una storia diversa da come ce l’hanno raccontata fin qui” –ha detto Bennato – “ed è questo che ci fa sentire fuori dal gregge, personaggi contro, appunto, ma l’esplosione della musica popolare nelle piazze del Sud è un fatto forte, che va ben oltre il dato musicale, è una rivoluzione, è la risposta a Lombroso”





