Una piazza Municipio gremita ha accolto a Gioia Tauro il Sostituto procuratore DDA, Roberto Di Palma e fatto da cornice alle serata numero 25 di Tabularasa. Il magistrato si è soffermato parecchio sull’analisi della situazione relativa al contrasto alla criminalità organizzata rilevando come “la realtà di Gioia, come quella di Reggio presenta da sempre proiezioni investigative interessanti perché il tessuto economico è più vivo e, dunque, fa più gola alle cosche. Sono un sognatore” – ha detto Di Palma – “ma ritengo che una prospettiva di soluzione al problema ci sia. Io non so quando la ‘ndrangheta verrà sradicata completamente dai nostri territori” – ha proseguito Di Palma – “ma il compito di magistratura e società civile è quello di erodere territorio alla criminalità, centimetro per centimetro”.
Il dibattito è, poi, scivolato sull’approccio della gente al problema: “Trovo” – ha proseguito il magistrato – “che vi sia una nuova presa di coscienza, io lo dico sempre che mentre a Milano chiunque tutti i giorni si alza al mattino e deve fare i conti con lo smog, qui bisogna fare i conti con la ‘ndrangheta. D’altra parte” – ha proseguito – “tenete presente che non molti anni fa un Sindaco proprio di Gioia Tauro disse che la ‘ndrangheta non c’era e la stessa cosa ha detto solo un paio di anni fa il Prefetto di Milano. Ma, ripeto” – ha proseguito Di Palma – “il territorio sta cambiando, io non ricordo 15 anni fa che nelle scuole nessuno andasse a parlare di ‘ndrangheta e non ricordo manifestazioni come “tabularasa”, con piazze piene come questa. Basta che ciascuno faccia il proprio e lo faccia bene” – ha concluso Di Palma – “ma ci vorrà del tempo”





