LEGALITA’: LOMBARDO, REGGIO INGANNATA DA CLASSE DIRIGENTE
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 27 LUG – ”Reggio è una città ingannata, non solo dalla politica, ma complessivamente dall’intera classe dirigente”. Sono le parole con le quali il Sostituto Procuratore
di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo da il via all’ennesimo appuntamento di TabulaRasa. ”Non è possibile – ha aggiunto – applicare a Reggio lo stesso modello investigativo che si usa a Palermo o a Napoli. Chi pensa di farlo rischia di perpetrare l’inganno nei confronti di questa città”. ‘Reggio: la ricerca della verità’ è il titolo della serata che, insieme a Lombardo, ha ospitato gli interventi di un altro giovane Magistrato reggino, Stefano Musolino, e dei giornalisti autori de ‘Il caso Fallara’ Giuseppe Baldessarro e Gianluca Ursini. ”Per noi la verità è una sola – ha proseguito Lombardo – quella processuale, ma dobbiamo fare in modo che si avvicini il più possibile a quella reale. Bisogna colmare la distanza tra quello che la gente vive sulla sua pelle e quello che poi legge nelle sentenze”. Stefano Musolino ha invece evidenziato che ”negli ultimi anni abbiamo iniziato un percorso che difficilmente può essere interrotto. C’è una parte di città che è indifferente, una parte che lo teme ed una che lo accoglie con favore. Reggio ha una classe dirigente fortemente inquinata e per anni ha vissuto al di sopra delle sue possibilità economiche. Noi ci andremo giù pesante e probabilmente questo produrrà un calo dei circuiti economici fittizi. Sicuramente la città sarà costretta a fare delle scelte”. Durante la manifestazione e’ intervenuto il giornalista Baldessarro il quale ha affermato ceh ”Reggio è una città strana che ha commesso tanti errori e oggi dovrebbe iniziare a guardare dentro se stessa e smettere di essere cinica. Non basta più essere contro la mafia, bisogna essere conseguenti e rompere i meccanismi mafiosi che gestiscono il potere in città”. Una città che secondo Gianluca Ursini ”sta vivendo un brusco ritorno alla realtà e i suoi cittadini ne pagheranno le conseguenze. Negli ultimi anni ha ricevuto proporzionalmente più finanziamenti di Milano o Torino, il problema è capire come sono stati spesi”. ”Noi facciamo la nostra parte – ha infine concluso il Sostituto Procuratore Lombardo – tentando di liberare degli spazi dalla cattiva erba ma qualcuno deve riempirli altrimenti si rischia che continui a ricrescere. Dobbiamo dare un segnale forte a questa terra, serve una presa di coscienza generale. La verità va pretesa”.(ANSA).
L’Albero di Falcone
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