LEGALITA’: A TABULARASA I LIMITI DELL’UNIVERSITA’ ITALIANA
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 17 LUG – ”Negli Stati Uniti gli studenti universitari pagano molte tasse ma esiste una correlazione con i servizi erogati, in Italia questo non accade e l’universita’ non e’ altro che un comparto malfunzionante della pubblica amministrazione”. Lo ha detto Massimiliano Ferrara, dirigente del Settore Cultura della Regione Calabria durante
la serata di TabulaRasa dedicata al mondo universitario. La rassegna organizzata da Strill.it si e’ tuffata nel sistema accademico italiano focalizzandone lo stato dell’arte anche in relazione al contesto internazionale europeo ed americano. Sul palco, assieme a Ferrara si sono alternati Susana Cavallo della Loyola University di Chicago, il rettore dell’Universita’ per Stranieri di Reggio Calabria, Salvatore Berlingo’, il caposervizio dell’Agenzia Reuter per l’Italia e il Vaticano Philip Pullella, il prorettore vicario dell’Universita’ Mediterranea di Reggio, Francesco Russo, e James Walston dell’American University of Rome. ”Oggi abbiamo l’universita’ di massa – ha dichiarato Walston – il livello qualitativo si e’ notevolmente abbassato e si insegnano le stesse cose che 30 anni fa si imparavano al liceo. Universitas significa mettere insieme, non basta la didattica frontale, serve socialita’, aggregazione, condivisione. In America gli studenti hanno molti piu’ spazi a disposizione”. Sul sistema universitario americano e’ poi intervenuto Pullella spiegando come esso sia ”sempre orientato al mercato e al cambiamento, in continua evoluzione”. ”Il sistema italiano – ha sostenuto Ferrara – e’ bloccato e accasciato su se stesso. Il problema e’ che si sta tentando di importare in Italia un modello universitario anglosassone ma non sempre questi processi avvengono rapidamente”. Critico sui processi riformatori degli ultimi anni il rettore Berlingo’ secondo il quale ”la classe dirigente, circuiti mediatici inclusi, ha completamente azzerato il sistema universitario pubblico finendo per produrre un sistema che si regge solamente sui ricercatori a tempo determinato che dovendo occuparsi della didattica trascureranno inevitabilmente la ricerca”. Ottimismo invece da parte di Francesco Russo secondo il quale ”sono stati finalmente introdotti in Italia dei sistemi di valutazione del corpo docente che metteranno fine all’autoreferenzialita’ e andranno a vantaggio degli studenti”. ”Gli studenti non hanno molto spazio all’interno dell’Universita’ – ha concluso Susana Cavallo – dovrebbero avere il diritto di pensare autonomamente ma non sono molto ascoltati dai docenti”. Stasera serata incentrata sul ruolo dei media americani nell’informazione dal dopoguerra ad oggi. Ospiti Rachel Donadio, responsabile della redazione italiana del New York Times, Sylvia Poggioli, corrispondente per tutta l’Europa della radio nazionale americana (Npr), Federigo Argentieri, docente alla John Cabot University of Rome e Philip Pullella, caposervizio della Reuter in Italia.(ANSA).




