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    Bolzoni e Morosini: l’ennesima chiamata alle armi. Ma stavolta l’esercito c’era. Vuoi vedere che…

    bolzonimorosini

    di Giusva Branca – Per la prima volta nella mia carriera ho potuto dire alla gente, ai miei lettori ciò che penso guardandoli in faccia, negli occhi. Il palco

     di “Tabularasa”  mi ha regalato la soddisfazione di poter quasi urlare che ci siamo stancati, nauseati di storture

    aberranti, di mille forme di oppressione per la dignità civile e sociale spacciate per situazioni tutto sommato normali. L’ho fatto e ne sono fiero, orgoglioso, così come lo sono dell’attenzione che la gente di Reggio, della Calabria, della mia Calabria ha riservato non solo all’intera manifestazione, ma soprattutto alle singole tematiche.

    L’appassionato intervento di Morosini, magistrato riminese che esercita le funzioni di Gip a Palermo è diventato ben presto un urlo accorato, una chiamata alle armi per le coscienze di tutti, una respirazione bocca a bocca per il senso di responsabilità, personale e collettivo. Ed il suo chiamare in causa, per primi, quei suoi colleghi corrotti o semplicemente pavidi, distratti, ha amplificato a dismisura la portata dell’impatto sulle coscienze derivato dalle parole di Morosini, taglienti come lame, precise come frecce.

    Non c’è più tempo per voi, signori e signorotti, della politica e della magistratura, dell’informazione e della finanza; è questo il senso di quanto saltato fuori a caratteri di fuoco dalle parole di Morosini e ribadito con la forza di chi la vita l’annusa, la circuisce per capirla, come Attilio Bolzoni.

    Bolzoni e Morosini, entrambi, all’unisono, hanno rilevato dall’esterno che a Reggio si respira un’altra aria: “Qualcosa di grosso è cambiato in Procura da qualche anno” – ha detto senza giri di parole Bolzoni riferendosi all’arrivo di Giuseppe Pignatone. Ma qualcosa sta cambiando anche tra la gente. Pian piano, lentamente ma con continuità. Gruppi, associazioni ma anche semplici momenti di aggregazioni attorno a discussioni forse scomode ma, vivaddio, portatrici di valori indiscutibili. “Ho la netta sensazione che si stia creando una squadra” – ha commentato il dirigente della squadra Mobile, Renato Cortese.

    “Dieci anni fa delle serate come queste di tabula rasa a Reggio Calabria” – ha detto Bolzoni – “sarebbero state inimmaginabili”.

    Ed è vero, mamma mia quanto è vero.

     

    (Foto di Marco Costantino)