di Clara Varano – Prima donna a ricoprire la carica di presidente di una Provincia, prima candidata in Calabria alla guida della Regione, Wanda Ferro non sembra per nulla intimorita dagli avversari e parla ai calabresi, specie a quei calabresi che oggi in Calabria rappresenta il partito più rappresentativo, quello di chi non andrà a votare. Strill.it, a pochi giorni dalla data delle elezioni, ha incontrato la candidata di Forza Italia, per cercare di tracciare una linea di programma, individuando punti di forza e debolezze, personali e degli avversari.
A pochi giorni dal voto, i calabresi si trovano ad esprimere una preferenza sul futuro governo regionale, consci dei risultati degli ultimi rapporti nazionali che analizzano la Calabria consegnandoci una fotografia della regione piuttosto allarmante. Sanità ai minimi storici. 31% di povertà assoluta. Problemi ambientali. Lavoro e Welfare in crisi totale. Qual è la Calabria che eredita il futuro presidente?
Il nuovo presidente della Regione farà diventare lo slogan “Calabria diventa ciò che sei” non più uno slogan, ma un atto concreto. Si può diventare ciò che si è partendo proprio dai punti di debolezza, dai difetti ed iniziando un cammino. I dati che ci sono stati forniti dai vari rapporti presentati pochi giorni fa, sono dati sconfortanti. Dati che i calabresi conoscono bene al di là di quello che è uno studio scientifico e statistico che certamente potranno essere fondamentali per il nostro lavoro. Tenterà di guardare a quella sanità facendo comprendere che è finita l’epoca in cui un piano di rientro in Calabria è sceso con l’ascia e con la mannaia tagliando sempre di più ai servizi, facendo comprendere al governo Renzi, che pare intenda ulteriormente fare dei tagli per quattro miliardi, che questo non è più possibile. La Sanità quest’anno chiude in attivo, quindi dobbiamo proseguire nel percorso che si è intrapreso, ma ancor di più penso alla riconversione di alcune strutture, partendo dalle case della salute, ma anche fare quello che la Basilicata ha fatto negli anni passati, riuscendo a riconvertire l’ospedale di Potenza nel più grande centro specialistico per l’anoressia e la bulimia. La Sanità deve diventare in qualche modo quello spazio dove regna solo la meritocrazia e la professionalità.
Wanda Ferro si scontra con i poteri forti, con un Pd determinato, con la consueta alternanza partitica al governo della Calabria. Qual è il quid in più di Forza Italia e della coalizione che la sostiene?
Il quid in più credo sia stata una scelta di campo nel chiudere le porte ai tanti transfughi che sono quella massa che di volta in volta nelle varie elezioni si spostano da una parte all’altra pensando di essere i detentori di un consenso popolare quasi fosse una proprietà privata. Noi lo abbiamo fatto. Il Pd non lo ha accettato. La differenza è stata chiudere le porte al Nuovo Centrodestra e all’Udc perché la politica non deve essere assolutamente un’asta al miglior offerente. Non può essere intesa come un mercatino. Vogliamo scrivere una pagina nuova azzerando un po’ gli ultimi 50 anni della politica calabrese che sono stati fallimentari. Mi riferisco alle tante liste che oggi capeggiano un nutrito e folto gruppo di transfughi nel centrosinistra. Pennso a Pietro Fuda, allo stesso Mario Tassone, penso a uomini che hanno costruito un percorso devo dire poco produttivo in questi anni avendo governato a tutti i livelli. Dall’altra parte abbiamo avuto qualcuno che cercava di creare il gioco del mercato, piuttosto che il tritacarne sulla supremazia dei territori.
Circa il 50% dei calabresi aventi diritto al voto in Calabria, vuoi per il periodo storico, vuoi per la gestione della passata amministrazione che è sotto gli occhi di tutti, è scoraggiato e pensa di non andare a votare. Come crede di riconquistare l’elettorato sfiduciato che alla fine potrebbe fare la differenza?
Io non mi limiterò a rivolgermi ai tre partiti che mi sostengono, ai simpatizzanti, ai militanti, o ad amici e dirigenti di partito, ma ai calabresi liberi, ai calabresi che non la pensano come me, ai tanti calabresi dei quali condivido il dissenso, agli sfiduciati, ai rassegnati, al partito più grande che oggi è rappresentato da chi non andrà a votare. Chiederò loro di credere in un progetto libero e di discontinuità con quei cinque anni, ma soprattutto con quel regionalismo che credo negli ultimi 15 anni sia fallito in partenza come modello. Lo farò attraverso gli uomini e le donne, chiedendo alle donne non come quota rosa, un impegno reale, quello a cui sono abituate ogni giorno. Chiederò ai giovani di uscire dalla società della paura e di entrare in quella del rischio, di punire la politica che fino ad oggi ha bocciato il talento, ha bocciato la meritocrazia e soprattutto rifondare la regione che di per sé è una macchina elefantiaca, dove la burocrazia dovrà essere al servizio della gente.
Il 23 lei viene scelta per guidare la Regione Calabria. Qual è la squadra che mette in campo, parliamo di competenze, ovviamente e non di nomi.
Succederà come è avvenuto in Provincia. La mia vera scommessa si giocherà nel fare scelte molto chiare e non facili. A partire dai sottogoverni che non erogano servizi ai cittadini, ma che sono diventati degli scatoloni per gli amici degli amici, per i parenti dei parenti. Io sono una persona che alla politica più nobile ci crede come servizio al cittadino, come passione. Mi auguro veramente che dal giorno 24 potrò essere affiancata da una politica che dovrà saper distinguere il proprio ruolo, che sarà sempre e soltanto un ruolo di indirizzo e non dovrà mai entrare nelle scelte, che nel bene e nel male, spettano alla burocrazia. Burocrazia che sarà sicuramente scelta su una scorta del 40% delle competenze dei curricula, ma anche tra quelle professionalità che all’interno della Regione esistono.
Da quello che dice, dunque, pare non ci sia spazio per alleanze post elettorali al’interno della maggioranza di Wanda Ferro…
No! Lo dico con sincerità. Mi auguro che il dialogo sarà un dialogo costruttivo, ma niente inciucio. C’ho messo un po’ di più per arrivare alla candidatura, ma posso assicurare che non ho fatto né accordi, né ‘accorduni’, né tavoli, né tavolini.
Il Pd la accusa di essere una maschera di scopelliti…
Ma io direi intanto al Pd e ad Oliverio, come mai ha deciso di prendere Sculco, perché la figlia abbia cambiato. Chiederei di Nando Cosco, di Costanzo. Chiederei di tanti candidati, Mirabello, Franco Talarico, perché sappiamo che c’è l’inciucio per giorno 24. Rispondo che certamente Scopelliti sulla mia persona credo abbia dato ampio consenso. E’ troppo semplice parlare del re senza corona. Non ricordo che voci di questo tipo, anche da parte dello stesso Oliverio, siano arrivate durante il periodo in cui Peppe Scopelliti ricopriva la carica di governatore.
Oliverio punta molto il dito su quelli che sono gli avversari attuali e che in parte erano al governo fino a poco tempo fa ed ha dichiarato che dovrebbero vergognarsi. Wanda Ferro cosa dice?
In molte cose si devono vergognare, per questo io ho fatto delle scelte che Mario Oliverio non ha fatto.
Quando al Governo nazionale?
Credo che difficilmente Renzi potrà scendere in Calabria. Per lui salire sul palco a sostegno del candidato del Pd, con tanti volti noti che rappresentano i 50 anni della politica, sarebbe abiurare ad un progetto che lo vedrebbe fallimentare.
Un ultimo passaggio, non può che essere dedicato alle altre forze in campo. Cosa dice Wanda Ferro agli “avversari” con cui si scontrerà politicamente?
Per quanto riguarda Udc e Ncd, credo che la gente si sia stancata di un Udc che governa con governa con Berlusconi e poi lascia Berlusconi, che alla Regione fa l’alleanza con Scopelliti poi trattano con il centrosinistra. La gente è stanca.
Gli avversari, però, sono anche il M5S ed il suo candidato Cono Cantelmi. Anche lui rappresenta il nuovo, forse è davvero il nuovo in Calabria e rappresenta anche quella fascia di elettorato che è un po’ il voto di contrasto e di insoddisfazione…
Rispetto alla candidatura di Cantelmi io credo che la Regione e la pubblica amministrazione debbano avere dei passaggi graduali. E’ una macchina difficile elefantiaca, la Regione, che ha visto anche uomini di esperienza fallire, difficilmente vedrebbe un giovane alla prima esperienza riuscire ad occuparsi ad esempio dell’emergenza rifiuti. Ognuno di noi ha fatto un percorso. Mi auguro che a lui valga come epserienza. In questo momento la Calabria non può avere un periodo di praticantato.






