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Home ELEZIONI REGIONALI 2014

Elezioni Regionali, la voce dei candidati: intervista a Mario Oliverio (VIDEO)

12 Novembre 2014
in ELEZIONI REGIONALI 2014, La voce dei candidati
Tempo di lettura: 6 minuti
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Oliverio Mario

di Clara Varano – Politico d’esperienza, con alle spalle una cursus che lo ha visto ricoprire diverse cariche istituzionali locali, ma anche nazionali, Mario Oliverio è il candidato alle elezioni regionali per la carica di presidente del Partito Democratico. A poche settimane dall’election day, e subito dopo l’esclusione, dalle liste elettorali, di alcuni nomi “importanti” del Pd, scelta che ha creato non poche polemiche, Strill.it lo ha incontrato a Cosenza a margine di un confronto con la cittadinanza. Circondato dai sostenitori storici, ma anche da quelli meno storici, Oliverio ci parla della Calabria, del futuro, senza tralasciare quello che è il quadro attuale delle emergenze, indicando chiaramente responsabiltà e colpe e ci spiega i motivi delle scelte “impopolari”.

A pochi giorni dal voto, i calabresi si trovano ad esprimere una preferenza sul futuro governo regionale, consci dei risultati degli ultimi rapporti nazionali che analizzano la Calabria consegnandoci una fotografia della regione piuttosto allarmante. Sanità ai minimi storici. 31% di povertà assoluta. Problemi ambientali. Lavoro e Welfare in crisi totale. Qual è la Calabria che eredita il futuro presidente?

La Svimez ha presentato dei dati agghiaccianti su quella che è la realtà della nostra regione. Si parla della pelle dei nostri conterranei, dei giovani conterranei, costretti ad emigrare per avere un futuro degno. Questo svilisce la nostra terra. La Calabria che erediterà il futuro presidente? Macerie. E’ questo che si troverà per le mani l’amministrazione che dal 24 dovrà fronteggiare i problemi che quotidianamente ogni singolo calabrese affronta.

Quali e di chi sono le responsabilità?

Le responsabilità sono sotto gli occhi di tutti. I governi, anche se non mi piace questa parola quando si tratta della Regione, hanno fatto scempio della Calabria e dei diritti dei cittadini. Hanno scordato cosa significa meritocrazia. Un calabrese non pensa più di poter ottenere per merito, perché la politica messa in atto fino ad oggi, ha posto al centro i personalismi invece delle capacità. Questo deve finire e finirà, se, come penso, io sarò alla guida della Regione.

Sì, però qualcuno potrebbe accusare il Pd di essere stato quasi cinque anni all’opposizione “opponendosi” ben poche volte alle decisioni della maggioranza…

Capisco il senso della sua domanda… Eh pero, non si può puntare il dito verso una minoranza. In questi anni c’è stata una maggioranza che non ha fatto le cose o se le ha fatte ha creato solo problemi su problemi. Poi se vuole possiamo largamente discutere dei diversi modi di fare opposizione, questo sì, ma la responsabilità non è certo del Pd oggi.

I problemi e le responsabilità, lei ha detto, sono sotto gli occhi di tutti, quali sono, però, le soluzioni nell’immediato di Oliverio?

Non possiamo vendere fumo ai calabresi. Non ci sono ricette precostituite con le quali risolvere tutto. Si affronterà quotidianamente ogni singolo problema. Certamente al centro delle nostre priorità ci sono alcune emergenze principali. La Sanità in primis. Basta commissariamenti. Dobbiamo puntare a valorizzare quello che abbiamo già, senza sciocche guerre tra i territori. Da lì ripartire per ridare alla Calabria una sanità degna di questo nome. Creare o incrementare alcune eccellenze già presenti per ridurre una vera piaga che è l’emigrazione sanitaria. I cosiddetti viaggi della speranza.

Ambiente e lavoro invece?

Dicevo prima, basta con i commissariamenti. Ogni materia sarà nella disponibilità della mia squadra senza che ci calino dall’alto, da Roma, ricette che fino ad oggi, in tutti questi anni, si sono rivelate un fallimento. Prenda la gestione dei rifiuti. Non ricordo nemmeno quanti commissari si sono susseguiti e poi dopo, quando il commissario è stato rimosso, le cose non sono migliorate con l’assessore. Noi diciamo un forte no alle discariche. Sono stato a Torino da Chiamparino. Mi ha fatto vedere il loro sistema di smaltimento di rifiuti, perché quello che hanno loro non possiamo realizzarlo anche qui in Calabria? Quanto al lavoro, ripeto, non abbiamo una ricetta. Inizieremo dei dialoghi con tutte le parti e cercheremo una soluzione.

Il 23 lei viene eletto presidente della Regione Calabria, qual è la squadra che mette in campo? Mi riferisco alle competenze, naturalmente, e non ai nomi.

Arrivo alla Regione con le mani libere. Non vado a fare il presidente della Regione per costruirmi il consenso perché dopo voglio fare il parlamentare. Il parlamentare l’ho fatto e questa esperienza ce l’ho sulle spalle. Vado a fare il presidente per mettere la mia esperienza a disposizione della Calabria. Quindi libero dall’assillo della costruzione del consenso avrò la forza per agire nell’interesse collettivo, più di altri che sono anche animati dall’interesse collettivo, ma che sono condizionati dall’assillo del consenso che dopo dovrà essere capitalizzato. Quindi gli assessorati saranno scelti sulla base dell’esigenza di realizzare un progetto di crescita e di cambiamento della nostra terra e non di rapporti amicali o costruzioni di blocchi di forze e di costruzioni del consenso.

Circa il 50% dei calabresi aventi diritto al voto in Calabria, vuoi per il periodo storico, vuoi per la gestione della passata amministrazione che è sotto gli occhi di tutti, è scoraggiato e pensa di non andare a votare. Come crede di riconquistare l’elettorato sfiduciato che alla fine potrebbe fare la differenza?

La sfiducia è larga ed è comprensibile. Credo però che affidarsi alla rassegnazione e rinunziare a stare in campo per costruire il proprio futuro sia un fallimento. La rinunzia non è un fattore di condanna per chi ha operato male, ma ci rende colpevoli perché ripieghiamo nella rassegnazione rinunciando a stare in campo per costruire il nostro futuro. Bisogna stare in campo, perché il giorno dopo le elezioni, altrimenti, non si ha titolo per giudicare.

Parliamo un po’ delle scelte fatte negli ultimi periodi. Molti l’hanno definita “La notte dei lunghi coltelli”, facendo un paragone che non fa onore al Pd, senza voler entrare nel merito del parallelismo, quella notte, tuttavia, sono metaforicamente saltate parecchie teste che hanno fatto la storia del partito in Calabria… Questo peserà oppure c’è intenzione di coinvolgere dopo chi oggi non fa parte della “squadra”?

Ci sono momenti nella storia delle comunità e delle istituzioni, nei quali sono necessari anche passaggi dolorosi. Sono stato a Reggio Calabria ad una iniziativa promossa da Nino De Gaetano, un giovane di 36 anni che non è stato ricandidato ed ho ricordato in quella occasione che il sottoscritto ha vissuto un’esperienza analoga. Nel 1990, da assessore regionale all’agricoltura, avevo la stessa età che ha oggi De Gaetano, proprio sulla base dello stesso criterio delle due legislature, non sono stato ricandidato. Ho assunto, in quella circostanza, pur nell’amarezza del momento, la stessa amarezza che vive oggi De Gaetano, un atteggiamento maturo, di responsabilità, di sostegno a quella lista che mi vedeva escluso. Anche De Gaetano ha fatto questo ed io l’ho apprezzato molto. Ho ricordato inoltre che un anno dopo sono diventato parlamentare della Repubblica, l’ho fatto per quattro legislature. Poi ho fatto il presidente della Provincia di Cosenza per dieci anni ed oggi mi trovo ad essere candidato alla guida della Regione. Noi non pensiamo di accantonare le energie e di buttarle nel cestino. Le forze vanno utilizzate, valorizzate. Era necessario un cambio di rappresentanza nel Consiglio regionale.

Facciamo un po’ di fanta politica. Il 23 la coalizione di centro, rappresentata da Udc e Ncd, supera l’8%. Molti hanno detto e scritto che è già dietro l’angolo l’accordo per allargare la maggioranza e fare intese con la coalizione a sostegno di D’Ascola. Questo fantomatico accordo è possibile oppure Oliverio dice no sin d’ora?

E’curioso che io che mi sono battuto per evitare alleanze con le forze che hanno avuto responsabilità di governo in questi anni, dovrei, dopo aver escluso la possibilità di fare alleanza, per consentire al centrosinistra di presentarsi alla Calabria con una nettezza di forza alternativa, di capacità di aprire una stagione nuova, sarebbe curioso, ripeto, che lo facessi dopo le elezioni. Gli elettori vanno rispettati e vanno rispettati sempre. Vanno rispettati prima, durante e dopo le campagne elettorali. Questo deve essere un chiaro ed esplicito connotato per recuperare fiducia nei cittadini. Sarebbe strano che domani questo progetto politico con cui ci presentiamo venga stravolto da accordi che non erano previsti e non sono stati sottoposti al giudizio dei cittadini che vanno a votare.

Un ultimo passaggio, non può che essere dedicato alle altre forze in campo. Cosa dice Mario Oliverio agli “avversari” con cui si scontrerà politicamente?

Che dovrebbero vergognarsi. Nel caso di Wanda Ferro, è chiaro il tentativo del centrodestra. Questa coalizione è la maschera di Giuseppe Scopelliti. Non è cambiato niente. Basta guardare le liste che la sostengono composte da alcuni dei suoi più fidati collaboratori. Il centrodestra si è disarticolato. E’ fallita miseramente questa esperienza. In questi anni sono stati annunciati propositi innovativi, di radicale innovazione della nostra terra, ma è stato solo un fallimento.

Tags: elezioni regionalimario oliveriopoliticapresidente
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