
Nel pomeriggio Benedetto XVI, in Calabria per una visita pastorale, andra’ alla Certosa di Serra San Bruno (Vibo Valentia), fondata dal santo tedesco San Bruno, vissuto nell’undicesimo
secolo e originario di Colonia. Giunto in Calabria fondo’ l’Ordine dei Certosini, basato sulla preghiera e una vita di austerita’. Tuttora alla Certosa ci sono 27 monaci, di eta’ e nazionalita’ diverse. Il luogo sacro ha da sempre affascinato i pontefici. Anche Giovanni Paolo II nella sua visita del 1984 volle fermarsi alla Certosa. Benedetto XVI nel pomeriggio si fermera’ prima con i fedeli all’esterno della struttura e poi celebrera’ i Vespri secondo il rito certosino, e regalera’ ai monaci alcune sue riflessioni. ”L’ambiente delle nostre societa”’ va ”bonificato”, perche’ e’ ”inquinato” da una ”mentalita’ disumana” ”dominata dagli interessi economici”. Lo ha detto il Papa, incontrando alcune decine di persone all’esterno della certosa di Serra San Bruno, affidata ai cisternini. Per ”bonificare” la societa’, ha spiegato Benedetto XVI, i monaci svolgono una funzione, e i monasteri sono ”indispensabili”. ”Se nel medioevo i monasteri sono stati centri di bonifica dei territori paludosi, – ha detto papa Ratzinger dopo aver salutato l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, e il sindaco di Serra, Bruno Rosi – oggi servono a ‘bonificare’ l’ambiente in un altro senso: a volte, infatti, il clima che si respira nelle nostre societa’ non e’ salubre, e’ inquinato da una mentalita’ che non e’ cristiana, e nemmeno umana, perche’ dominata dagli interessi economici, preoccupata soltanto delle cose terrene e carente di una dimensione spirituale. In questo clima non solo si emargina Dio, ma anche il prossimo, e non ci si impegna per il bene comune. Il monastero invece è modello di una società che pone al centro Dio e la relazione fraterna. Ne abbiamo tanto bisogno anche nel nostro tempo”.




