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    Anneghiamo tra i rifiuti e nessuno fiata….

    di Giusva Branca – Alla fine, ad essere sinceri, quello che ne esce meglio da questa storiaccia dei rifiuti in strada in tutta la Calabria e che potrebbe trasformarsi presto in tragica sul piano sanitario è proprio lui, colui che per tabulas è tecnicamente il primo responsabile e che, dichiaratamente, non sa che pesci prendere nell’immediato: l’assessore regionale Pugliano.
    E’ quello che ne esce meglio perché, sia pure dopo inseguimenti assortiti, ai microfoni di Strill.it almeno ha detto ai Calabresi le cose come stanno: “Non abbiamo soluzioni immediate”, ha detto, il che significa ‘tenetevi la spazzatura ancora per un bel po’ ‘ in attesa di soluzioni-tampone alle quali si sta cercando di lavorare.
    Ma il dato, se possibile, ancora più agghiacciante delle migliaia e migliaia di tonnellate di rifiuti sparsi per le strade della Calabria è un altro: mentre una regione intera rischia di essere sommersa da epidemie assortite ed ha abbandonato da tempo anche l’ambizione ad un livello generale di condizioni di vita che si allontani almeno un po’ da quello dei porcili, tutto tace.
    Tace il Governatore Scopelliti, tacciono i suoi assessori, ma la cosa ben più grave, è che tacciono gli altri: tace l’opposizione regionale (o almeno sedicente tale), niente, nemmeno uno sbadiglio da coloro i quali in altri territori avrebbero da tempo provato a inchiodare chi ha in mano le sorti della salute pubblica alle responsabilità, tacciono i Sindaci calabresi (quasi tutti), i Commissari di Reggio, tacciono i Prefetti, tacciono le associazioni di categoria, tacciono gli albergatori.
    La denuncia, il grido di allarme, mentre, ora dopo ora, la situazione diventa sempre più a rischio, è demandata solo a qualche testata giornalistica ed a gruppi di cittadini più o meno esasperati.
    In tutto ciò, ad esempio, Roma, le stanze dei bottoni, sono totalmente disinformate della situazione in cui versa la Calabria, mentre i parlamentari calabresi, senza distinzione di colore politico, sono solo impegnati in improbabili partite a Risiko elettorale per cercare di capire ‘se muovo così cosa succede, se muovo colì che ne sarà di me’…’’
    E intanto i nostri bambini, ad esempio, frequentano scuole assediate da rifiuti e, conseguentemente, miasmi, ratti e molto presto infezioni e nessuno si occupa di loro.
    Ecco, la classe dirigente calabrese tutta, solo per questo, solo per non pensare ai nostri bambini meriterebbe di bruciare tra le fiamme dell’Inferno, una volta passata a miglior vita (il più tardi possibile, ovviamente…).
    In un posto civile (ma la Calabria non è nemmeno la parodia di ciò) a fronte di una situazione così grave tutte le rappresentanze della classe dirigente avrebbero prima duramente fatto irruzione nell’agenda della Giunta regionale e poi, lungi dall’evitare speculazioni (ma neppure di quelle sono capaci),vista la gravità e delicatezza della tematica, si sarebbero seduti allo stesso tavolo di Scopelliti & co. .
    Si sarebbero seduti allo stesso tavolo, si sarebbero chiusi tutti in una stanza finchè non si fosse trovata una soluzione anche perché, se ancora esiste un minimo di onestà intellettuale (ne dubito…), rispetto alla genesi della catastrofe nessuno può chiamarsi fuori, dato che la Calabria esce da 16 anni di commissariamento utili solo a riempire le tasche di qualcuno e durante i quali tutti, nessuno escluso, hanno pensato solo agli affari propri.
    Niente di niente. Silenzi assordanti da chi rappresenta i territori, gli Enti locali, lo Stato, i cittadini.
    La Calabria è morta, signori e, dopo anni di sos inascoltati, lasciarsi andare ad analisi è grottesco.
    Su un morto si chiama autopsia…