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    Ecco cosa è la politica di oggi. Da persone onorevoli a onorevoli persone…

    di Giusva Branca – Ha ragione Marilina Intrieri , pardon, l’onorevole Marilina Intrieri, quando dice che il problema della querelle nata dopo aver rimandato al mittente comunicazioni ufficiali rivoltele, nella qualità di Garante regionale per i diritti dell’infanzia, dalla Prefettura di Crotone è più serio.
    Lei, l’onorevole, dice che la situazione è seria perché sottende un problema di rapporti tra Prefettura e Ufficio del Garante, con l’Ufficio di Governo che secondo lei, onorevole, non riconoscendole il titolo di onorevole (nella qualità di ex parlamentare della XV legislatura), intende delegittimarla.
    E, preg,ma onorevole (si scrive così agli onorevoli, vero?), la serietà del problema sta proprio in questo: cioè la Prefettura l’avrebbe delegittimata se non le avesse riconosciuto il ruolo (di garante, anzi di onorevole Garante, meglio) rispetto al quale l’interlocuzione stessa esiste.
    Cioè se, ad esempio, non avesse indirizzato la missiva al Garante per i diritti dell’infanzia, ma semplicemente all’Onorevole Marilina Intrieri.
    Ma il vero vulnus che questa vicenda (vagamente vergognosa, onorevolmente, si intende…) mette a nudo in maniera spietata esula la vicenda medesima e la sua meschinità di contenuti, perché, inconsapevolmente, onorevole Intrieri, lei ha rappresentato plasticamente il mondo della politica contemporanea offrendo una mirabile sintesi delle motivazioni per le quali la politica stessa conosce il punto più basso di stima e considerazione dal Paese.
    Cioè, lei, onorevole, ricopre una carica pubblica per svolgere un servizio e il rispetto istituzionale, onorevole onorevole, non è dovuto alla sua onorevole persona, ma al ruolo che ricopre in nome e per conto della Calabria e dei calabresi (che in effetti così onorevoli non sono, sono pure meridionali).
    Ecco perché la sua è una presa di posizione rispetto alla lesa maestà non del ruolo che ricopre, ma solo rispetto a guarentigie personali che nulla hanno a che vedere con la legittimazione di un ruolo che lei ricopre oggi (ed in virtù del quale la Prefettura le scrive, altrimenti non saprebbe nemmeno chi è), ma che, evidentemente, lei stessa non ritiene così tanto onorevole, almeno non quanto quello passato che, per prassi, le garantisce il titolo di onorevole.
    Noi dobbiamo ringraziarla, onorevole, perché questa sua netta, dura, spigolosa presa di posizione a difesa solo e soltanto della sua onorevole persona senza che ciò abbia alcuna, anche minima, ricaduta sul ruolo pubblico che lei ricopre in nome e per conto nostro, ha improvvisamente illuminato i contorni di ciò che è diventata non la politica, ma, prima, l’approccio, di voi onorevoli politici alla politica medesima.
    Non che qualche idea non ce l’avessimo, si intende, ma, cosa vuole, il dono della sintesi, di quella folgorante, sotto forma di rivelazione, è sempre cosa che ti segna, in un modo o nell’altro.
    Questo siete diventati, lei, onorevole Intrieri e moltissimi altri che sono un po’ più furbi di lei e la pensano in modo identico ma non lo sbandierano come ha fatto lei, che ha trovato anche il modo, rispetto a un casino di tal fatta che ha generato, di indignarsi perché il carteggio privato è diventato di dominio pubblico.
    Comunque sia, onorevole Intrieri, visto che i problemi e le questioni sul tavolo sono migliaia, ogni giorno, per favore, perdoni, nella sua infinita bontà, questi cialtroni che le hanno omesso il titolo di onorevole e recuperi il contenuto di quella missiva che siamo certi rivesta una certa importanza rispetto alle tematiche che hanno generato il rapporto tra le due Istituzioni (la Prefettura di Crotone e il Garante per i diritti dell’infanzia).
    Li perdoni, suvvia, faccia loro una telefonata, si qualifichi come l’onorevole Intrieri e si faccia passare chi di competenza.
    Forza, onorevole, alzi il telefono, lo fa anche Papa Francesco, in fondo.
    Sa, quel Papa che va dalla gente, si fa dare del tu, si porta la borsa, viaggia come un turista.
    Come dice? No, non è un coglione. E’ una persona onorevole.
    Cosa diversa da un’onorevole persona…