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    Calabria, qui viene giù tutto. Per il resto va tutto bene…

    di Giusva Branca – L’estate arriva a luglio e finisce a fine settembre e, notoriamente, in Calabria in questo periodo non accade niente di niente, tanto più sotto l’aspetto amministrativo e politico.

    Stando così le cose a fine settembre la Calabria sarà nel medesimo stato di adesso (anzi peggio, ovviamente) e, soprattutto, saremo a quasi un anno dall’insediamento della nuova Giunta regionale senza che foglia si sia mossa.

    Rectius, saremo a quasi un anno dall’insediamento del nuovo Governatore, perché quella in carica, con tutta la buona volontà e il massimo rispetto per i suoi componenti, non può essere considerata una Giunta, per numero e competenze.

    Di Oliverio, tranne qualche (neppure tanti) nastro tagliato non c’è traccia; è letteralmente sparito come il marito sceso giù a comprare le sigarette e del quale non se ne seppe più nulla. La Regione, tranne le modifiche allo Statuto funzionali alle dinamiche elettorali e di assegnazione degli assessorati, non ha prodotto un atto che sia uno degno di questo nome.

    Non risulta che le commissioni stiano analizzando proposte di legge epocali, neanche un respiro si è sentito sul fronte dell’occupazione, nemmeno uno sbadiglio su territorio (che frana da sud a nord) e ambiente (a un passo dall’implosione sul fronte smaltimento rifiuti, abbandonato senza che nessuno se ne occupi), non si capisce che genere di idea la Calabria abbia da mettere sul tavolo di Renzi (ammesso che ci si riesca ad arrivare) sul fronte immigrazione, rispetto al quale la Calabria non pare avere alcuna voce in capitolo.

    La sanità soffre – anche essa – di una carenza di personalità relativamente al confronto col commissario Scura e tutto ciò è nulla rispetto all’immobilismo assoluto sul fronte fondi comunitari per i quali la prima annualità è ormai irrimediabilmente andata.

    Di analisi politica nemmeno a parlarne e – tornando a coppe – la chiusura della “non Giunta” dimostra innegabilmente tutto lo stato d’assedio nel quale un po’ è stato messo Oliverio e, dall’altro, ci si è messo volontariamente, dal momento che caratterialmente e politicamente non è passato alla storia per la sua voglia di condividere con tutto l’asse politico i suoi percorsi.

    Questo è lo stato dell’arte; per il resto, mi pare vada tutto bene…